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mercoledì 19 Maggio 2021
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Fondazione antimafia sociale Stefano Fumarulo, via libera in Regione: l’ok nel giorno dell’anniversario della scomparsa

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In una data simbolica, il 12 aprile, la Giunta regionale pugliese approva lo schema di statuto con il quale si avvia la costituzione della Fondazione antimafia sociale Stefano Fumarulo. Nel giorno del quarto anniversario della scomparsa del giovane dirigente della Sezione Sicurezza del cittadino, Politiche per le migrazioni ed Antimafia sociale della Regione Puglia, già consulente della Commissione parlamentare Antimafia, la Giunta regionale ha così deciso di onorare la sua figura varando la Fondazione antimafia sociale che sarà a lui dedicata, in ossequio a quanto previsto dalla legge regionale 28 marzo 2019, numero 14.

“Stefano Fumarulo – ha dichiarato il Presidente Emiliano – ha sempre promosso il protagonismo delle associazioni e dei singoli cittadini nel contrasto alle mafie. Un dirigente pubblico che credeva fortemente nell’antimafia sociale e che coltivava la consapevolezza che la lotta alle mafie, prima che repressiva deve essere sociale, educativa, culturale, etica. Nel corso della sua attività ha dato impulso e realizzato politiche innovative di lotta non repressiva alla criminalità e di inclusione sociale, che sono state prese ad esempio come buone pratiche a livello nazionale e internazionale. La Fondazione avrà proprio questi obiettivi e quotidianamente sarà impegnata a costruire coesione, coinvolgimento e partecipazione sui territori”.

La Fondazione proseguirà il grande impegno profuso da Stefano Fumarulo in materia di prevenzione alla criminalità, e alle varie forme di mafia, attraverso percorsi alternativi di inclusione e reinserimento sociale. Un impegno che si è concretizzato mediante il contrasto alle gravi forme di sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato e la predisposizione di strumenti innovativi nell’ambito della contrapposizione alle dinamiche criminali e mafiose. La Fondazione antimafia sociale Stefano Fumarulo si impegnerà così, tra l’altro, ad effettuare percorsi formativi atti a promuovere e diffondere la cultura della legalità e l’educazione alla cittadinanza, sosterrà interventi a favore delle scuole di ogni ordine e grado e delle università, per rendere le giovani generazioni consapevoli dei danni che la corruzione e le mafie procurano all’economia legale.

Nello statuto è previsto che la Regione Puglia sarà unico socio fondatore e la signora Maria Luisa Pantaleo, madre del dirigente regionale scomparso, sarà di diritto componente del Consiglio direttivo e Presidente Onorario della Fondazione.


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