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lunedì 20 Settembre 2021
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Covid e vacanze, Emiliano ai pugliesi: “Restate in Puglia. Scuola? L’obiettivo è rientrare bene a ottobre”

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“Stiamo progettando un sistema di turismo in cui chiediamo ai pugliesi di restare in Puglia. La nostra regione è bellissima e in questo modo ciascun pugliese darà una mano agli altri pugliesi. Dopo l’esperienza dell’anno scorso, sconsiglio radicalmente di uscire dall’Italia”. Lo ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano, a Coffee Break su La7.

Il governatore ha parlato anche di scuola. “Credo che l’obiettivo fondamentale” sia rientrare “bene a ottobre”, ma il premier “Draghi vuole avere la certezza che le prove generali, che si faranno in quest’ultimo mese e in queste ultime settimane di scuola, ci mettano nelle condizioni di non fallire di nuovo l’obiettivo”.

Sulla didattica a distanza ‘a scelta’ da parte delle famiglie “ho già fatto l’ordinanza con quel tipo di decreto e non è stata impugnata perché nessuno può impugnarla. Da Draghi non ho avuto nessuna irritazione”. La risposta è arrivata alla domanda su una possibile incompatibilità tra l’ultima ordinanza regionale pugliese, che prevede la possibilità per le famiglie di optare per la Did anziché le lezioni in presenza, e il decreto legge che, invece, non ammette deroghe delle Regioni.

“Esiste un diritto costituzionale nel corso di una dichiarazione di stato di emergenza – ha spiegato Emiliano – che consente a qualunque famiglia di decidere di non mandare il figlio a scuola, a prescindere dalla mia ordinanza. Così, rispettando il diritto individuale alla salute, hai un effetto di abbassamento della presenza scolastica, secondo un principio razionale, non in maniera random, perché ciascuno può decidere di tutelare la propria fragilità familiare, della nonna e della mamma, con questo tipo di attività”.

“Credo – ha aggiunto Emiliano – che, in una condizione difficilissima, la didattica a distanza sia stata molto osteggiata al di là del ragionevole, anche se è indubitabile che sia preferibile la didattica in presenza. Però un po’ di pragmatismo e meno guerre di religione fanno bene ai ragazzi, fanno bene al sistema e fanno bene anche a Draghi. Mi constano decine di casi di genitori morti a causa del contagio scolastico dei figli, questa cosa è drammatica ed è un trauma infinitamente maggiore di quello di rimanere a casa”.


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