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domenica 16 Maggio 2021
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DUC di Conversano, cercasi ufficio stampa da pagare 292 euro lordi al mese. Assostampa e ODG: revocare l’avviso

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“Ci chiediamo per quale motivo il sindaco di Conversano, Lovascio, a capo del Distretto Urbano del Commercio del comune del Barese abbia deciso, nell’avviso pubblico per l’acquisizione di candidature alla mansione di ufficio stampa dello stesso distretto, di prevedere una remunerazione da fame per lo svolgimento di attività complesse e che richiedono particolare esperienza”. È quanto denunciano Ordine dei Giornalisti e Associazione della Stampa di Puglia a proposito dell’avviso pubblico, in scadenza il 31 maggio, varato dall’associazione del comune barese per il reclutamento di personale destinato ad attività di comunicazione. La retribuzione stabilita per l’ambito 3 dell’avviso, quello dedicato alle attività dell’addetto stampa – informano Assostampa e ODG – è di 3.500 euro lordi annui, ovvero 292 euro lordi al mese.

Tale figura dovrà assumersi la responsabilità delle risorse materiali e immateriali assegnate, curare campagne social, organizzare convegni, collaborare al programma annuale dell’associazione, etc. Il tutto – proseguono – “per un compenso mensile che risulterebbe un’offesa alla dignità dei lavoratori di qualsiasi categoria professionale”.

“Vorremmo sapere – continuano Ordine e Assostampa – in base a quale criterio di mercato il presidente dell’associazione, che è anche sindaco della città, ha deciso tali tariffe per lo svolgimento della professione giornalistica. Possiamo solo dedurre che si sia ispirato alla legge della giungla e dello sfruttamento del precariato, a cui un pubblico amministratore qual è un sindaco, invece, dovrebbe sottrarsi”.

“Invitiamo il Comune di Conversano e i partner del progetto, a cominciare da Confesercenti e Confcommercio provinciali di Bari – aggiungono l’Ordine e il Sindacato unitario dei giornalisti pugliesi – a prendere le distanze da tale obbrobrio e a revocare in autotutela l’avviso pubblico vigente sino a fine mese. Magari, ispirandosi alla legge 150/2000 – che regolamenta le attività di comunicazione nelle pubbliche amministrazioni o negli enti controllati dalla p.a. – e soprattutto osservando un minimo di rispetto nei confronti dell’articolo 36 delle Costituzione, che a Conversano ci sembra sia stato del tutto dimenticato”.


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