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sabato 12 Giugno 2021
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Covid a Bisceglie, il racconto di Gianni: “Esito del tampone sparito. Costretto a casa per altri 10 giorni”

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Positività al Covid riscontrata dopo un test effettuato in un laboratorio privato, isolamento domiciliare e tampone in ospedale. Poi una caccia al tesoro per nulla divertente, il ‘giallo’ di una telefonata ricevuta dalla ASL e altri giorni di clausura guadagnati senza però conoscere l’esito del molecolare. La storia arriva da Bisceglie. A raccontarla è il giovane Gianni, ma la disavventura che ha vissuto è comune a una mezza dozzina di suoi parenti e amici. E a quanto pare anche a diversi biscegliesi che si sono sottoposti a tampone presso il presidio ospedaliero cittadino tra la fine del mese di aprile ed i primi giorni di maggio.

“Dopo la positività riscontrata al test che ho effettuato privatamente il mio medico mi ha prenotato un tampone tramite ASL – spiega Gianni, chiuso in casa ormai da 19 giorni -. L’ho fatto lunedì 3 maggio. Dopo 48 ore avrei dovuto conoscere il risultato, ma l’esito del molecolare è di fatto sparito nel nulla. Ho ricevuto sullo smartphone un sms dell’ASL, ho cliccato sul link e mi sono autenticato con lo SPID: esito disponibile, leggevo sullo schermo, ma in realtà dell’esito non c’era alcuna traccia. Da nessuna parte. Il giorno dopo ho ricevuto una telefonata. Il mio interlocutore era il risponditore automatico della ASL che mi comunicava la prenotazione di un nuovo tampone dopo altri 10 giorni”.

“Sarò positivo, ho pensato – prosegue Gianni nel suo racconto – e ho cercato conferma cliccando ancora sul link che l’ASL mi aveva inviato tramite sms: ‘riprovi nei prossimi giorni’. A quel punto mi sono confrontato con chi, tra parenti e amici, si era sottoposto a tampone nel mio stesso periodo e ho scoperto che su quella barca senza meta eravamo in molti: link muto, esito sparito e tampone riprenotato in automatico. Non so cosa sia successo ai nostri tamponi. Possibile che siano stati persi, che ci sia stato un errore. Di sicuro c’è che, pur non sapendo se sono positivo o negativo, sono costretto a stare a casa fino al 14 maggio. Nella speranza che, durante questo secondo giro di giostra, l’esito non venga smarrito di nuovo”.

Un disservizio non di poco conto. Soprattutto per chi, magari già negativo, è costretto a perdere giornate di lavoro in attesa di un secondo tampone. La ASL della BAT, contattata, fa sapere che “a volte ci possono essere problemi di caricamento dati”. Può capitare, insomma. Il ‘giallo’ vero e proprio, però, è rappresentato dalla chiamata del risponditore automatico per la prenotazione del ‘tampone bis’ a distanza di 10 giorni: una procedura che la ASL non riconosce come propria. “Sui tamponi – dicono dall’azienda sanitaria locale – prenotano i medici di medicina generale”. Eppure Gianni quella telefonata l’ha ricevuta. “In ogni caso – concludono dall’ASL – i cittadini possono segnalare ogni tipo di problema a urp@aslbat.it”.


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