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sabato 19 Giugno 2021
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Vaccini anti Covid nei luoghi di lavoro in Puglia: raggiunto l’accordo. Lo annunciano Cgil, Cisl e Uil

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La Regione Puglia, i sindacati e le organizzazioni datoriali hanno firmato oggi il protocollo per l’avvio delle attività straordinarie di vaccinazione anti Covid nei luoghi di lavoro, secondo quanto previsto dall’accordo nazionale del 6 aprile scorso. Lo comunicano i sindacati.

“Ancora una volta – è il commento dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Puglia, Pino Gesmundo, Antonio Castellucci e Franco Busto – le organizzazioni sindacali hanno fatto la loro parte con responsabilità, firmando l’accordo odierno che permetterà di accelerare la campagna vaccinale al fine di mettere in sicurezza i lavoratori e le lavoratrici delle aziende che aderiscono”.

“Ma sia chiaro – avvertono – che quello che firmiamo non è un accordo in bianco: è imprescindibile la garanzia di un coinvolgimento costante delle organizzazioni sindacali e degli organismi preposti per la verifica del rispetto delle regole contenute nel protocollo nazionale. Chiediamo che vi sia un confronto costante con sindacati, delegati, Rls, ASL territoriali”.

“Nel momento stesso in cui si forniscono indicazioni operative per la realizzazione di piani aziendali strumentali alla vaccinazione di lavoratori e lavoratrici, di fatto costituendo come è scritto nel protocollo attività di sanità pubblica – spiegano Cgil, Cisl e Uil – sarà importante il coinvolgimento delle ASL e il richiamo al rispetto dei Protocolli nazionali in tema di sicurezza, così come avremmo voluto fosse evidenziata nell’accordo la volontarietà dell’adesione da parte di lavoratori e lavoratrici”.

“Abbiamo sottoscritto questo Protocollo d’Intesa con tutte le categorie produttive della Puglia in tutti i settori – ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – perché ciascuna azienda o gruppi di aziende potranno, attraverso i loro medici competenti, attuare la vaccinazione dei propri dipendenti. L’obiettivo, in linea con gli indirizzi del Governo, è accelerare così l’immunizzazione di chi è esposto al rischio, lavorando in ambienti dove ci sono gruppi di persone e quindi assembramenti. Questa cosa consentirà da un lato di accelerare le operazioni di vaccinazione dei più giovani e dall’ altro di mettere in sicurezza sistemi aziendali per evitare che siano colpiti dalla malattia e quindi che siano messi in condizione di non poter operare”.

“Ovviamente – ha concluso Emiliano – il sistema delle vaccinazioni aziendali potrà andare a regime solo nel momento in cui avremmo esaurito la vaccinazione di tutte le persone che, per età o per fragilità, sono in una situazione di particolare rischio di ospedalizzazione, quando cioè avremo sostanzialmente vaccinato tutti i fragili e la maggioranza di tutte le persone da sessant’anni in poi”.

NOTE SUL PROTOCOLLO D’INTESA DIFFUSE DALLA REGIONE PUGLIA

Il Protocollo d’Intesa disciplina il rapporto di collaborazione tra Regione Puglia e le associazioni firmatarie per l’estensione della campagna vaccinale anti- SARS- Cov – 2 alle attività  produttive  con  sede  in Puglia, con l’obiettivo di ampliare la capacità di erogazione dei vaccini ad una più ampia fascia di popolazione, i lavoratori, acquisendo le disponibilità e la capacità organizzativa delle imprese e dei medici competenti.

 Sarà cura del Dipartimento Promozione della Salute del Benessere Animale predisporre il piano operativo in attuazione degli indirizzi del documento “Indicazioni ad Interim per la Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/ COVID-19 nei luoghi di lavoro” da cui deriveranno l’apertura di ulteriori sedi erogative e la facilitazione dell’accesso alla vaccinazione dei cittadini che lavorano.

 Per quanto riguarda i costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, compresi i costi per la somministrazione, questi sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formative previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite, è a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti.


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