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sabato 19 Giugno 2021
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Bari, viabilità a San Cataldo: il sabato sera in via Tripoli è un delirio. Residenti esasperati sui social – VIDEO

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“Questo è quello che siete stati capaci di creare: smog, clacson e traffico. Complimenti”. La polemica viaggia sui social, porta la firma dei residenti del quartiere San Cataldo ed è indirizzata al Comune di Bari. Le rimostranze, tante e non certo le prime, arrivano dopo un sabato sera oggettivamente ‘complicato’ in via Tripoli: strada che collega due punti vicini del lungomare Starita, presa d’assalto da una coda infinita di automobili.

La questione, come detto, parte da lontano. Da luglio dello scorso anno, per l’esattezza, quando nel quartiere ha preso il via la sperimentazione di un nuovo progetto urbanistico. Nei pressi di Tripoli i lavori per la realizzazione di una nuova pista ciclabile ‘light’ sono iniziati il 15 luglio del 2020. La disapprovazione dei residenti ha occupato la strada fin da subito, con esposti e denunce recapitate per mesi e mesi a Palazzo di Città nella speranza di essere ascoltati.

Un percorso tortuoso che, 48 ore fa, ha portato l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Bari, Giuseppe Galasso, a presentare in commissione consiliare Trasparenza due nuovi interventi sulla viabilità dell’area di San Cataldo. Il primo consiste nell’istituzione del doppio senso nel tratto di lungomare di fronte al Cus, compreso tra via Massaua a via Adriatico. Il secondo, nell’inversione della viabilità tra via Corsica, particolarmente stretta, e via Mogadiscio.

“Due piccole modifiche alla situazione attuale” e “piccoli interventi correttivi”, si legge in una nota dell’amministrazione comunale, che diventeranno realtà nel giro di due settimane. E che nel gruppo Facebook dei residenti ‘Comitato San Cataldo nel Cuore’, traslando il concetto di miniatura, hanno già definito come una “micro concessione di Galasso che dimostra chiaramente come lui e Decaro vogliano mantenere inalterato lo stato dei luoghi”.

Stato dei luoghi, appunto, documentato ieri sera in una serie di video che focalizzano l’attenzione su “un quartiere tranquillo – si legge tra le polemiche social – trasformato in un inferno”. E ancora, “le strade così ostruite sotto casa propria non sono solo un problema per il rumore – scrive una residente di via Tripoli -. Cosa succede se una persona si sente male? Bisogna pensarci a queste cose quando si fanno cambiamenti così radicali in un quartiere”.

“Pensate se in questo momento mi venisse un infarto. Come farebbe l’ambulanza a raggiungermi?”, chiede un’altra residente della via commentando in tempo reale le immagini della lunga coda di vetture che bloccano la strada. “Sono stata 20 minuti ferma in auto con i bambini – risponde una vicina di casa – credimi, ho pensato la stessa cosa”.


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