“Non c’è nessuna particolare preoccupazione, perché comunque con una doppia vaccinazione la variante Delta viene fronteggiata bene. Però è chiaro che tutto è in divenire e dobbiamo anche scambiare le informazioni con il ministero della Salute e capire se queste varianti siano già allo studio per l’aggiornamento dei vaccini”. Lo ha detto all’ANSA il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando la notizia che i casi di variante Delta in Puglia sono più che raddoppiati, passando da 25 a 51. Un cambio di rotta per il governatore che, al contrario, nei giorni scorsi aveva parlato prima di “molta preoccupazione” e poi di una “preoccupazione seria”.
“Sappiamo già che i vaccini, come quello dell’influenza ordinaria – ha detto oggi Emiliano all’ANSA – vengono aggiornati di anno in anno ed è possibile che di fronte a queste varianti gli scienziati stiano già per predisporre gli aggiornamenti dei vaccini. Noi ci accingiamo alla terza vaccinazione degli operatori sanitari, in autunno, e quindi speriamo di avere la certezza o dell’efficacia dei vaccini attuali o avere versioni più aggiornate dei vaccini”.
“Già da un mese a questa parte, da quando è apparsa, c’è stato un indirizzo di alzare moltissimo il livello del tracciamento sui casi di variante Delta – ha detto ancora il governatore -. Questo lavoro ha dato dei buoni risultati, ma è chiaro che essendo una variante ancora più veloce e probabilmente meno sensibile ai vaccini, come accaduto per quella inglese, sta diventando egemonica sulle altre, anche perché le altre vengono colpite dal vaccino direttamente e quindi sono meno diffuse o tendono ad essere meno diffuse”.
“Mentre il tracciamento nei casi di pandemia diffusa è praticamente impossibile o inutile, perché a quel punto serve solo il lockdown – ha concluso Emiliano – è chiaro che in questa fase invece è molto utile, perché i casi sono pochi e quindi bisogna sbrigarsi e tentare di eradicare il virus. Non è facile, non ci siamo riusciti in nessuna parte del mondo con il tracciamento a eradicare la diffusione del virus, però in questo modo almeno rallentiamo la diffusione”.





