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martedì 28 Settembre 2021
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Gazzetta del Mezzogiorno, Lorusso (Fnsi): “Interrompere le pubblicazioni decisione di inaudita gravità” – VIDEO

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“Interrompere le pubblicazioni della Gazzetta del Mezzogiorno è stata una decisione di inaudita gravità. L’urgenza e la priorità assoluta deve essere quella di riportare al più presto il giornale in edicola. Ogni giorno che passa lontano dalle edicole e quindi dalla comunità di lettori, è un danno per la storia del giornale, per i lavoratori, e per l’opinione pubblica dell’intero meridione”. Così il segretario nazionale della Fnsi, Raffaele Lorusso, in una conferenza stampa a Bari sulla situazione della Gazzetta del Mezzogiorno che oggi, per la prima volta in 134 anni, non è edicola dopo che la società Ledi del gruppo Ladisa, l’editore che lo ha gestito negli ultimi sei mesi, non ha accettato la proroga del contratto d’affitto.

“Per quanto legittima, perché rientra nell’esercizio della libertà imprenditoriale – dice Lorusso – tale scelta risulta incomprensibile, tanto più perché comunicata 24 ore prima della scadenza del contratto e dopo che, tre giorni fa, la stessa Ledi aveva comunicato alla direzione e alla redazione la volontà di continuare a gestire provvisoriamente la testata per altri trenta giorni, in attesa dell’esito del voto del comitato dei creditori sulle due proposte concordatarie presentate alla curatela”.

“Forse – ipotizza il segretario Fnsi, in conclusione – le aspettative di chi ha gestito il giornale in questi mesi erano altre, forse ci si aspettava che essersi fatto carico di portare avanti il giornale in questi mesi avrebbe dato diritto a una sorta di prelazione o corsia privilegiata, non prevista per legge”.

L’interruzione delle pubblicazioni della Gazzetta del Mezzogiorno è “uno tsunami per i 140 lavoratori e le loro famiglie. La giornata è dolorosissima, ma registriamo da parte di cittadini e lettori grandissimo affetto e attestazioni di stima, con lettori che oggi chiedono in edicola le vecchie locandine del giornale in segno di affezione”. Dichiara poi Michele De Feudis, componente del cdr della Gazzetta del Mezzogiorno. “Adesso – ha aggiunto De Feudis – c’è da appellarsi alle istituzioni, a chi può fare qualcosa. Per usare una battuta olimpica, bisogna agire alla Jacobs”.


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