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sabato 18 Settembre 2021
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Dubbi su collaudo statico, certificati e autorizzazioni. Ospedale Covid in Fiera: Zullo chiede le carte a Emiliano

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Dubbi su collaudo statico, certificati e autorizzazioni. Ignazio Zullo, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia, torna sulla questione ospedale Covid in Fiera del Levante. E chiede carte e documenti al governatore, Michele Emiliano, e alla Protezione Civile.

“L’ospedale Covid nella Fiera del Levante è stato realizzato in tempi di emergenza – scrive Zullo in una nota -. Ritardi sia nella programmazione sia nell’implementazione dei posti letto di terapia intensiva, da allocare nei Dea degli ospedali esistenti e negli ospedali di primo livello, lo hanno fatto diventare utile per far fronte alla seconda ondata Covid dell’inverno-primavera scorsi”.

“È vero – continua Zullo dopo la premessa – lo stato di emergenza è stato prorogato al 31 dicembre e tutto ciò sposta di altri pochi mesi la decisione sul destino finale che, vista la revoca della requisizione delle aree che il Prefetto ha perentoriamente annunciato con la fine della dichiarazione dello stato di emergenza, dovrebbe essere smantellato e i suoli tornare nella disponibilità urbanistica prevista, ovvero quella di zona per attività fieristiche. Tuttavia, se l’ospedale in Fiera deve rimanere fino al termine dello stato di emergenza, si può continuare a ‘chiudere un occhio’ sull’irregolarità urbanistica, ma non possiamo non chiederci se l’ospedale è provvisto di elementi fondamentali sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità”.

“Per questo – annuncia Zullo a nome del gruppo FDI – chiederemo a Emiliano e Lerario di fornirci copia dei seguenti atti, ove esistenti: collaudo statico della struttura; certificato di regolarità degli impianti; certificato di sicurezza da inquinamento da radon; certificato di regolarità antisismica; agibilità; autorizzazione all’esercizio; accreditamento; certificato di prevenzione incendi”.

“Ci sono regole ben precise per l’attività sanitaria e l’emergenza non autorizza a derogarle in toto – conclude Zullo -. Si può consentire nella prima fase di avvio ma ora, allentata la morsa della diffusione del virus e dei ricoveri, è tempo di valutare la sicurezza della struttura. È una verifica che coscienziosamente dobbiamo svolgere a tutela di coloro che sfortunatamente vengono ricoverati e a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”.


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