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domenica 26 Settembre 2021
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Sanitari non vaccinati in Puglia, Amati: “Smart working? No. Sospensione e sanzione da 5mila euro”

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“In Puglia ci sono 5mila sanitari non vaccinati e c’è qualcuno che propone addirittura lo smart working, cioè le punture da remoto o via mail: se non fosse cosa seria, ci sarebbe da ridere”. Così, in una nota, il presidente della commissione bilancio e programmazione del Consiglio regionale, Fabiano Amati, circa l’ipotesi emersa nel corso di un incontro, organizzato nei giorni scorsi, tra l’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, ed i vertici delle Asl di Puglia.

“Ci sono la legge statale e quella regionale, che prevedono le sanzioni della sospensione e pecuniaria di 5mila euro: attendono solo di essere applicate – spiega Amati -. Non farlo equivale a violazione di legge a contenuto non discrezionale. Questa è l’unica cosa che dovrebbero tenere in considerazione i direttori generali delle Aziende sanitarie. Gli operatori della sanità possono e devono svolgere il loro mestiere esclusivamente a diretto contatto con i pazienti. Mi pare assurdo doverlo ribadire”.

“Già i cittadini si lamentano più o meno legittimamente del fatto che non riescono a parlare con gli addetti negli uffici pubblici, per rappresentare le più svariate problematiche. E noi paragoniamo anche solo un semplice prelievo del sangue al rinnovo di una carta d’identità? – chiede Amati -. Non scherziamo. Ogni lavoro ha delle responsabilità: quella di chi sceglie di curare gli altri comporta automaticamente il dovere di non farli ammalare. Ecco perché sono stati la prima categoria professionale per cui è scattato l’obbligo vaccinale”.

“Peraltro – si legge in coda alla nota firmata da Amati – mi pare paradossale che proprio chi chiede agli altri, nei momenti più delicati, di affidarsi ciecamente alle proprie competenze, poi contesti le competenze della scienza. La sanità in tutte le sue diramazioni è un lavoro nobile: se qualcuno non ci crede è giusto che stia a casa. Ma ne paghi le conseguenze. Altro che smart working. Si applichino allora tutte le sanzioni previste dalle leggi statali e regionali, evitando di cincischiare e di farci ritrovare in una condizione di assurda disapplicazione di disposizioni che hanno carattere obbligatorio e non lasciano alcuno spazio alla discrezionalità amministrativa di chi deve applicarle”.


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