17.3 C
Comune di Bari
lunedì 25 Ottobre 2021
Home Attualità A Bari niente souvenir, noleggio bici e gelati per i croceristi: "Protocolli...

A Bari niente souvenir, noleggio bici e gelati per i croceristi: “Protocolli anticovid schiacciano il commercio”

Notizie da leggere

Nell’estate che ha incoronato la Puglia regina del turismo, c’è un indotto che soffre schiacciato dai rigidi protocolli antiCovid per i crocieristi. Questo segmento lascia a bocca asciutta taxi, tour operator come Veloservice, artigianato locale e ristoranti tipici. Molti di loro lamentano la perdita di una grossa fetta di fatturato, perché le crociere garantiscono la destagionalizzazione, movimentano grandi flussi e diventano anche uno straordinario strumento di promozione del territorio.

È uno degli effetti di questa pandemia, che ha costretto le grandi compagnie di crociera a definire delle misure rigide per salvaguardare la salute di passeggeri ed equipaggi. I visitatori vivono in una bolla spazio temporale: non possono prendere taxi, noleggiare una bicicletta o fare shopping in giro per la città. Misure estreme pensate per salvaguardare le crociere e ridurre al mino i rischi di contagio, determinando la crisi di una parte del settore in cui nessuno ha colpe.

“Sono all’ombra. In questa città i croceristi sono nell’ombra più buia – scrive in un post Facebook Paco Ricchiuti, fondatore di Veloservice, che per anni ha portato in giro per la città i crocieristi con biciclette e risciò – È questa la risposta più sincera a chi si chiede cosa sta accadendo a questo importante segmento della Bari turistica. Le politiche proclamano sistematicamente migliaia di presenze che nella realtà non apportano nessuna ricchezza e non creano nessun beneficio alla precaria economia cittadina. Ai passeggeri in visita non è consentito lo sbarco in autonomia per scegliere liberamente dove andare, cosa vedere, con chi gestire il proprio tempo. Non è consentito prendere un taxi, bere un caffè, acquistare un souvenir, noleggiare una bicicletta, visitare un museo, degustare un gelato”.

“È fatta eccezione – spiega Paco – per due negozi considerati i soli posti “Covid free” della città: qui si organizza sosta convenzionata e degustazione di prodotti tipici. Sembra incredibile ma è così. Al servizio degli enormi flussi di persone ci sono due partite Iva e ripeto due. Uccisi dunque i principi di economia circolare, innovazione ambientale, interesse pubblico, mi chiedo come mai non si intervenga. E non sono l’unico”.


Iscriviti per rimanere aggiornato sui fatti della città di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Guarda anche