Riaprire le discoteche al 35% della capienza massima significa scaricare sugli utenti le perdite, e dunque aumentare il costo dei biglietti. È quanto vogliono evitare i titolari delle sale da ballo pugliesi, che promettono di continuare la mobilitazione, dopo due anni di chiusura. Il nuovo decreto del Consiglio dei ministri dovrebbe arrivare oggi pomeriggio, giovedì 7 ottobre, sul tavolo del Cdm. Ma l’ipotesi del Comitato tecnico scientifico di riapertura col green pass e al 35% al chiuso (50% all’aperto) per le discoteche, l’unico luogo a non aver mai riaperto, non piace ai sindacati e agli imprenditori del settore.
“È l’inizio di una discussione ma non basta – denuncia Roberto Maggialetti, titolare del DF (ex Divinae Follie) disco di Bisceglie -. Siamo chiusi da due anni e questo provvedimento sarebbe solo un palliativo”.
Al Divinae, per esempio, lavorano a regime 150 persone. “Una capienza così restringente non permette la ripartenza economica – dice Maggialetti – e questo può rappresentare un problema per i dipendenti, fermi da due anni, ma anche per i clienti. Non vogliamo scaricare sul consumatore questo problema: non sarebbe giusto e produttivo aumentare il costo del biglietto, avremmo ulteriori ripercussioni”. Il Divinae Follie riaprirà appena arriverà il via libera dal Governo: per l’accesso sarà richiesto il green pass.






