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lunedì 24 Gennaio 2022
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Terza dose anti Covid, Lopalco categorico: “Il richiamo va fatto a tutti”

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“Non so se ancora non sia chiaro a tutti: per uscire dalla emergenza pandemica bisogna vaccinare, vaccinare, vaccinare”. Inizia così un lungo post pubblicato poco prima di mezzogiorno sui social da Pier Luigi Lopalco, assessore alla Salute della Regione Puglia. L’epidemiologo, senza giri di parole, lancia un messaggio chiaro: il richiamo del vaccino va fatto a tutti.

“Per evitare che la circolazione del virus prenda forza – spiega l’esperto – è necessario che una quota sempre maggiore di popolazione presenti un livello sufficiente di immunità per evitare lo stato di portatore e, quindi, di diffusore del virus. Per ottenere questo risultato si può scegliere la via inglese: si vaccina chi vuole e via le misure restrittive finché il sistema sanitario regge. Il virus riprende forza ed è sotto gli occhi di tutti cosa vuol dire in termini di sofferenza e perdita di vite umane. L’alternativa è accelerare l’immunizzazione attraverso la vaccinazione”.

“La strategia da seguire allora è piuttosto semplice – prosegue Lopalco -. In primis convincere a vaccinarsi chi ancora non lo abbia fatto. E il green pass obbligatorio – anche per respirare – credo sia la via più efficace e dai costi più accettabili. Poi occorre offrire la dose di richiamo a chi, pur essendo protetto dalla malattia grave grazie a due dosi di vaccino, inizia a presentare un indebolimento della immunità che lo rende potenzialmente suscettibile all’infezione e, di conseguenza, contagioso”.

“Ad oggi la dose di richiamo è offerta secondo un criterio di priorità che segue l’andamento delle prime fasi della campagna vaccinale: prima i fragilissimi, poi operatori sanitari e fragili, poi over 60 anni e via così. Questa impostazione, anche se corretta nel merito, rappresenta comunque un’inutile complicazione organizzativa – dice Lopalco -. I vaccini nei frigoriferi ci sono: offriamo la dose di richiamo a tutti coloro che abbiano completato il ciclo vaccinale da più di sei mesi. Messaggio chiaro e comprensibile per chiunque. Senza venir meno al principio della priorità che sarebbe rispettato perché si seguirebbe comunque l’ordine utilizzato nella somministrazione delle prime e seconde dosi”.

“Il richiamo va fatto, dunque, a tutti gli italiani – conclude l’assessore -. Per chi ancora non si è vaccinato, un richiamo al buon senso e alla coscienza. A tutti gli altri, la vasta bellissima maggioranza silenziosa, un richiamo di vaccino per difendersi ancora meglio e più a lungo”.

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