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giovedì 9 Dicembre 2021
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Bari, la zona industriale conquista dieci nuove aziende. Investimenti in meccatronica e automotive

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Una decina di richieste sul tavolo, arrivate da un paio di multinazionali e da diverse piccole e medie imprese. Realtà interessate a investire nella zona industriale di Bari, in particolare nei settori della produzione meccanica a elevata tecnologia e innovazione, nel settore automotive e sulla logistica. Non c’è solo la ‘seconda vita’ delle ex Officine Calabrese a creare fermento nell’area industriale di Bari. “Stiamo vivendo un periodo effervescente”, racconta il presidente del Consorzio per l’Area di sviluppo industriale di Bari, Paolo Pate, che sottolinea proprio per questo la necessità di espansione del territorio del Consorzio, in primis in direzione Bitritto.

Paolo Pate fa il punto dopo avere ricevuto la conferma dell’investimento da 66 milioni di euro della società Midsummer e in seguito alle anticipazioni del gruppo Bruno sul rilancio delle ex Officine Calabrese. “Stiamo ricevendo molta attenzione e tante richieste, è il momento di cavalcare l’onda affinché possa avvantaggiarsene tutta la comunità – confessa – Siamo in fase di assegnazione per cui non posso fare nomi, ma posso anticipare che abbiamo richieste in particolare sulla logistica davvero interessanti”. Almeno una decina le interlocuzioni aperte al momento, con un buon numero di piccole e medie imprese che hanno avanzato richieste di suoli, e alcuni multinazionale in fase di scouting in Puglia in questi giorni per la verifica su siti compatibili agli investimenti in pancia.

Investimenti in cantiere, dunque, nei settori della produzione meccanica a elevata tecnologia, dell’automotive e della logistica, con impatto importante sul fronte occupazionale. Pate ha chiari i motivi di questo rinato interesse. “Siamo avvantaggiati dalla collocazione geografica, a ridosso di un porto che sta crescendo in maniera esponenziale, di aeroporto e interporto – spiega – e poi il fatto di avere grandi player già insediati, a partire dalla Bosch, spinge molte aziende della meccatronica a inserirsi in un contesto vivace”. Fondamentale è, inoltre, la sinergia con Università e (soprattutto) con il Politecnico di Bari sul fronte della ricerca e dell’innovazione.
L’urgenza ora è acquisire nuovi suoli da destinare alle aziende, perché la domanda è superiore ormai all’offerta. “Tra Bari e Modugno abbiamo appena 30 ettari di suolo ancora disponibili, su un totale di 1640 – sono i calcoli di Pate – mentre nell’agglomerato di Molfetta le aree ci sono, ma sono sottoposte a vincolo idrogeologico. Gli spazi non mancano, potremmo ampliare l’area del Consorzio sulla direttrice naturale verso Bitonto e, soprattutto, accogliendo Bitritto, che ha quasi completato l’iter di ingresso nell’Asi”.


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