10.3 C
Comune di Bari
domenica 5 Dicembre 2021
Home Apertura Bari, l'appello di una mamma dopo l'aborto: "C'è il cimitero dei bimbi...

Bari, l’appello di una mamma dopo l’aborto: “C’è il cimitero dei bimbi mai nati. Più informazioni per i genitori”

Notizie da leggere

La difficile scelta personale di non portare avanti una gravidanza è un momento delicato, in cui una donna convive con un immenso dolore. Al netto delle motivazioni, personali o di tipo medico, non tutti sanno che all’atto dell’aborto (dal terzo/quarto mese di gravidanza in poi ed effettuato in ospedale) c’è un’altra scelta complicata da prendere: cosa farne del corpo.

Una domanda che, generalmente, viene posta dai medici alla donna in quello che spesso è descritto “un frangente di poca reale lucidità”, in cui spesso le decisioni vengono prese d’istinto, senza ragionarci troppo. Le opzioni sono due; affidarlo alla medicina perché il feto possa essere studiato (come in caso delle gravi patologie), oppure seppellirlo nel cimitero dei bambini mai nati. Per questo, “per i genitori deve esserci più informazione”.

A sollevare il problema è una mamma barese che ha voluto raccontare la sua esperienza, in seguito all’interruzione di una gravidanza dovuta a patologie gravi e rare del bambino che portava in grembo, “perché – dice – è giusto che i mai nati abbiano una degna sepoltura”, anche se quelli seppelliti nel cimitero di Bari non hanno un nome, ma un numero identificativo. Mi ha ricordato quelli che venivano dati agli ebrei”.

Nel momento in cui ho partorito – scrive in una lettera inviata a Telebari – mi è stato chiesto cosa avessimo voluto fare del corpo. Purtroppo nessuno è preparato a tale momento. Noi abbiamo scelto di lasciarlo lì perché la medicina lo studiasse, affinché la rarità di questo caso avesse le sue documentazioni. Il dolore con il passare dei giorni aumentava insieme ai sensi di colpa, volevamo il nostro bambino.
Mio marito, facendo un po’ di ricerche è venuto a capo di tutto. Il corpo del bambino era stato seppellito nel campo dei bambini mai nati (nel Campo 4 del cimitero di Carbonara, a Bari), e adesso abbiamo un po’ di pace.
In questi giorni ho conosciuto tante donne, mamme che hanno avuto la nostra stessa esperienza è che purtroppo anche loro non hanno saputo prendere una scelta in quel momento di poca lucidità, ma di forte è immenso dolore.
Hanno provato a cercare i corpi ma nulla, alcune di loro hanno richiesto il corpo ma è stato comunicato purtroppo che erano stati smaltiti nei rifiuti speciali. Come si può dire ad una mamma nel suo pieno dolore una cosa simile? Come si può negarle l’unica cosa che le resta di tutta questa tragedia?
Chiedo che anche nei campi ospedalieri ci sia informazione e ci sia supporto per queste mamme più bisognose, perché è semplice prendersi cura di mamma e neonato quando tutto va nel verso giusto, ma noi che abbiamo perso il nostro bimbo non siamo mamme di serie b. Siamo mamme e donne che hanno bisogno di una spalla in più sulla quale poggiarsi“.


Iscriviti per rimanere aggiornato sui fatti della città di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Guarda anche

error: Contenuti protetti