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giovedì 9 Dicembre 2021
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Puglia, il settore olivicolo “perde 30mila posti di lavoro”: tra le cause la Xylella e poca manodopera

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Nel settore olivicolo pugliese sono stati già “persi 30mila posti di lavoro”, ma la situazione potrebbe persino peggiorare perché quest’anno la campagna olivicola è iniziata male, con una resa inferiore alla media degli anni passati, difficoltà nel trovare manodopera e prezzi di vendita delle olive molto bassi, senza contare i danni che continua a provocare la Xylella.

È quanto hanno lamentato le associazioni di categoria oggi in IV commissione consiliare della Puglia, come riportato in una nota. Durante le audizioni sono stati ascoltati i rappresentanti di Cia Puglia, Coldiretti Puglia, Confagricoltura e Copagri Puglia.

“La Puglia non starà ferma e in silenzio perché parliamo di un sistema economico produttivo decisivo per la nostra economia”, ha garantito l’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia. “Bisogna evitare la definitiva distruzione dell’olivicoltura pugliese. Riteniamo indispensabile un intervento dell’amministrazione regionale per permettere alle strutture di trasformazione di poter sopportare il costo finanziario di uno stoccaggio più lungo, che consenta di evitare fenomeni speculativi di cui conosciamo bene la gestione”, dichiara il presidente di Confagricoltura Bari-Bat, Michele Lacenere. “La campagna di raccolta olivicola – sottolinea Confagricoltura Bari – si è aperta con una crisi di mercato, che coinvolge sia l’olio che le olive, che non trova ragionevole riscontro nella realtà produttiva olearia italiana. La stagione produttiva non è stata delle più felici: in primavera un calo termico importante ha compromesso, sia pur parzialmente, in alcune zone l’allegagione dei frutticini e una siccità con pochi precedenti ha costretto gli olivicoltori, o almeno chi poteva disporre di risorse irrigue, ad un pesante ricorso all’irrigazione con dispendio di risorse energetiche e, soprattutto, finanziarie”. “Il tracollo del prezzo dell’olio  – aggiunge Lacenere – è stato velocissimo, seguito a ruota dal crollo del prezzo delle olive, tanto da raggiungere quotazioni di 3,00/3,50 euro a pochi giorni dall’apertura dei frantoi, con olive quotate dai 35 ai 45 euro”.


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