La scadenza (oggi) della ‘pace fiscale’, e quindi il pagamento entro cinque giorni delle rate 2020 e 2021 della rottamazione-ter, del saldo e stralcio e della definizione agevolata delle risorse Ue. I rincari delle bollette e del costo della materie prime, che pesano sulle casse delle attività di almeno il 40 per cento in più rispetto alle spese ordinarie. E ancora, le classiche scadenze di fine anno, dalla Tari alla Tosap, insieme alla tredicesima da pagare ai dipendenti.
Dicembre è sempre un mese difficile per le piccole e medie imprese, “ma questo dicembre in particolare è drammatico”. A lanciare un segnale d’allarme è Gianni Del Mastro, storico ristoratore di Bari vecchia, che fa il punto su tutte le scadenze di fine anno. “Si sta ricomponendo un mosaico terribile, con tutte le tessere che si sono raccolte negli scorsi mesi e che ora disegnano uno scenario molto complicato – spiega – a partire dalle scadenze delle rate da corrispondere a Equitalia entro cinque giorni dal 9 dicembre, cioè entro il 14”.
Chi ha aderito alla ‘Pace fiscale’, ora deve rispondere all’Agenzia delle entrate che va all’incasso: Rottamazione ter e Saldo e stralcio, che riguarderebbero oltre il 35 per cento delle attività del settore ristorazione. “Si tratta di otto rate degli ultimi due anni, che erano state sospese – dice Del Mastro – Ognuna del valore anche di 4mila, 5mila euro, per un totale difficilmente sopportabile per una piccola impresa, soprattutto perché siamo ancora in fase di recupero degli affanni della pandemia”.
Dicembre, poi, significa “saldo Iva 2020/2021, e acconto Iva 2021/2022, oltre a Tari, Tosap, tredicesime- continua – Contestualmente verifichiamo un aumento delle bollette fino al 40 per cento, e sulla stessa linea si muove anche il costo delle materie prime e dei fornitori”. Bollette dell’energia elettrica da duemila euro – sono gli esempi portati da Del Mastro – arrivano a duemila ottocento euro. “Ovviamente non possiamo aumentare i prezzi sul Menù – insiste – e non abbiamo ancora restituito il Microcredito di cui in molti abbiamo fruito per sopravvivere durante le chiusure forzate”. Con Green pass e Super Green pass, il distanziamento riduce inevitabilmente coperti e posti a sedere al chiuso. I ristoratori si aspettano un inverno “molto duro”, non facilmente affrontabile solo con i turisti, che pure arrivano numerosi a Bari. “Temo una selezione naturale delle piccole e medie imprese, come quella preannunciata da Mario Draghi in uno dei suoi primi discorsi – avverte Del Mastro – ecco perché chiediamo alle istituzioni di intervenire con urgenza”.






