Oggi in Puglia si registrano due morti e 596 nuovi casi Covid per un tasso di positività del 2,4% sui 24.441 test giornalieri processati (in aumento rispetto al 2,24% di eiri). La maggioranza dei contagi è stata individuata nelle province di Bari (183), Foggia (132) e Lecce (111). Gli attualmente positivi sono 6.114: 126 persone sono ricoverate in area non critica (ieri 131) e 27 in terapia intensiva (ieri 24).
A certificare il costante aumento dei contagi in Puglia, arriva anche il report settimanale della fondazione Gimbe: nella settimana dall’8 al 14 dicembre, si è registrato un +22,7% rispetto a sette giorni prima. Peggiora anche l’indice relativo ai casi attualmente positivi ogni 100mila abitanti, salito a 141.
“L’impennata era attesa – spiega il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro – speriamo di tenerla sotto controllo. Per ora all’impennata di casi corrisponde un numero davvero poco rilevante di ricoveri. E questo è molto importante”.
Sui primi casi Omicron in Puglia, Montanaro rassicura: “Basta porre in essere le misure che l’Iss e il comitato scientifico ci hanno comunicato, noi siamo molto attenti. I dipartimenti di prevenzione hanno sviluppato una capacità di tracciamento e circoscrizione del rischio che sta dando grandi risultati”.
Infine una battuta anche sull’avvio della campagna vaccinale per i bambini. “Questa fascia di età – ha detto Montanaro – inconsapevolmente è veicolo del virus, quindi un pericolo per genitori e per i nonni, soprattutto in questo periodo in cui presumibilmente si starà in famiglia. Ecco perché è importante che i bambini siano vaccinati”.
Sui vaccini nelle scuole. “Se il bambino è in età scolare, tra i 5 e gli 11 anni – spiega Montanaro – sebbene la sua scuola d’appartenenza non abbia dato la disponibilità, ci sono le altre scuole della città. Ci si presenta a sportello, senza alcuna prenotazione da effettuare, e il bambino fa il vaccino. Questo, ovviamente, se il bambino non è portatore di patologie particolari per le quali, o in seguito delle quali, deve vaccinarsi in ospedale o in uno dei centri dedicati”.






