Questa mattina, negli spazi del Centro servizi per le famiglie in via Giustino Rocca, a Japigia, l’assessorato comunale al Welfare, insieme alla Direzione generale della ASL di Bari, al distretto socio-sanitario e al progetto Rom Sinti Caminanti, ha promosso una giornata straordinaria per la vaccinazione anti Covid rivolta alle famiglie rom del campo di Santa Teresa e ad alcune categorie di cittadini particolarmente vulnerabili, che ad oggi non sono riusciti ancora ad accedere ai servizi di vaccinazione: sia adulti sia minori di età compresa fra i 5 ed i 18 anni.
Per l’occasione gli spazi del Centro di ascolto per le famiglie di Japigia sono stati allestiti sotto la supervisione della Asl e degli operatori del Dipartimento di prevenzione con percorsi differenziati, di ingresso e uscita, una sala d’attesa per raccogliere i dati anamnestici e firmare il consenso informato e una seconda sala per l’osservazione post-somministrazione. A curare le somministrazioni il team mobile del Dipartimento di prevenzione ASL. Le operazioni vaccinali, iniziate alle ore 10, proseguiranno fino alle 18.
“L’accesso alle cure e alla vaccinazione è un diritto per tutti, specialmente per i soggetti più fragili che, a causa delle proprie condizioni, hanno maggiori difficoltà a inserirsi in un sistema di prevenzione e salute ordinario come nel caso dei migranti, delle persone senza dimora e della comunità rom – spiega l’assessora al Welfare Francesca Bottalico -. Ringrazio il distretto sanitario per aver accolto con grande professionalità la nostra richiesta di organizzare queste giornate straordinarie di lavoro”.
“Continuiamo a collaborare con il Welfare – commenta il direttore del Dipartimento di prevenzione Domenico Lagravinese – con l’obiettivo di raggiungere e quindi proteggere tutte quelle comunità che difficilmente si riescono a coinvolgere facilitando l’accesso alla vaccinazione, come già accaduto con i senza tetto e i migranti. Nessuno viene lasciato indietro. L’attenzione del Dipartimento – conclude – è rivolta anche ai socialmente fragili, come le popolazioni itineranti e la vaccinazione in questo caso, oltre ad essere un atto di protezione per loro, lo è anche per i cittadini stanziali”.







