“Siamo con il cuore con i nostri fratelli, le nostre famiglie. Lotteremo sempre per un’Ucraina libera. Siamo un paese pacifico. A noi serve il vostro aiuto. L’Europa ci deve aiutare”. La comunità ucraina di Bari è scesa in piazza con centinaia di manifestanti baresi per chiedere la pace.
“Abbiamo paura – dicono – Putin deve lasciare la nostra terra. Tutto il mondo dovrebbe invidiare i nostri patrioti, che stanno lottando da soli e morendo per difendere la nostra terra. La nostra missione oggi, in queste piazze, è far aprire gli occhi a tutto il mondo. Noi siamo il vostro domani”.
In piazza, davanti alla sede del Comune di Bari dove sventola la bandiera dell’Ucraina, ci sono striscioni, bandiere e cartelli contro la guerra, alcuni con il volto di Putin e la scritta ‘killer’, altri con mani sporche di sangue. Tanti quelli di Amnesty International, diversi gli appelli: ‘No all’uso di armi esplosive in zone popolate’, ‘No ad attacchi indiscriminati’ e ancora ‘La protezione dei civili deve essere la priorità assoluta’.
La manifestazione, organizzata dal comitato per la pace di Bari che riunisce un centinaio di associazioni, sindacati, partiti e movimenti, ha riunito sindaci, attivisti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali. Tanti i racconti di cittadini ucraini ormai da anni a Bari. “Io sono metà ucraina e metà russa – racconta una signora – mio padre era russo, mia madre ucraina. Vi dico con tutto il mio cuore: mai, mai e poi mai l’Ucraina ha fatto del male alla Russia. Siamo un popolo unito e pacifico”.
“Siamo disperati – urla una ragazza in lacrime, arrivata in piazza in stampelle -. I nostri bambini, con le maestre, fanno i compiti nei sotterranei per ripararsi dalle bombe: non è vita, non è libertà. Siamo nel cuore dell’Europa e l’Europa non può non aiutarci”.
“Ai militari russi chiediamo: lasciate le armi, tornate dalle vostre famiglie, vivete e date un futuro ai vostri figli”. Dal palco allestito in piazza poi è Andrii Aleksandruk, rappresentante della comunità ucraina a Bari, a lanciare un appello “ai fratelli russi perché si ribellino alla guerra”. Si rivolge anche “alle mamme russe: parlate con i figli al fronte, ditegli di tornare a casa, di abbandonare i fucili. Fermate la guerra”. Poi l’appello alla Nato: “Chiuda lo spazio aereo contro le bombe. Non basta parlare, serve organizzare davvero la difesa del nostro Paese, aiutarci fornendoci armi”.
Sul palco della manifestazione sono intervenuti anche alcuni sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali. “Siamo tutti ucraini”, ha detto il vicesindaco di Bari, Eugenio Di Sciascio. “Ho visto piangere un gruppo di donne ucraine – ha aggiunto il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini – tanti giovani. Solo una grande sollevazione popolare mondiale può fermare la follia della guerra in Europa”.







