Una fila di persone attende ordinatamente di poter lasciare delle buste. Fuori, la bandiera ucraina sventola con i colori gialloblu. È partita attraverso una catena di messaggi WhatsApp la raccolta di beni, per i profughi in fuga dalla guerra, organizzata dall’associazione culturale italo-ucraìna di Puglia e Basilicata.
Cibo in scatola, biscotti per bambini, medicinali e coperte sono i beni più richiesti. Un’iniziativa che per ora è sganciata da quelle delle organizzazioni internazionali a cui fanno riferimento i servizi locali del welfare, ma che vale come segnale simbolico della vicinanza dei pugliesi a chi sta soffrendo per questa guerra.
Intanto questa notte i locali commerciali di via Giulio Petroni, dove l’associazione ha sede e i volontari stanno raccogliendo i beni da inviare al confine con l’Ucraìna, è stata oggetto di un atto di intimidazione. Una delle vetrine è stata mandata in frantumi: niente di quello che si trovava all’interno è stato rubato. Un gesto che comunque non ha messo in secondo piano la generosità di quanti hanno prestato la propria solidarietà.






