Solo due corse in una mattinata di servizio. Il prezzo del carburante alle stelle. Se già il Covid aveva messo duramente alla prova l’attività dei tassisti, la nuova mazzata dei costi potrebbe pesare ulteriormente sulla tenuta del settore. Quello dell’aumento dei costi è solo un ulteriore problema che si aggiunge a quelli già esistenti: su tutti il calo della clientela.
Complice forse l’aumento delle spese per le famiglie e la riduzione della mobilità lavorativa, con un sempre maggiore ricorso agli incontri in videoconferenza e allo smartworking, sempre meno persone scelgono di spostarsi con il taxi, nonostante i prezzi delle corse siano invariati da anni. Alessandro Di Bari è il Presidente della Cooperativa TAXI Bari, il soggetto sotto cui di recente si sono raggruppati tutti i tassisti che gestiscono questo servizio pubblico in città. Una scelta motivata proprio dalla volontà di ottimizzare i costi.
E tra i vari fattori che influiscono c’è il calo del turismo, dovuto prima al Covid e adesso alla crisi internazionale. La clientela russa era tra quelle che maggiormente si spostava in taxi soprattutto in determinati periodi dell’anno, in concomitanza con le festività religiose.
Non resta dunque che tagliare ciò che resta per risparmiare. Il rischio che ad essere sacrificato possa essere il vecchio centralino Radio Taxi, quello che permette di telefonare e ricevere un’auto direttamente sotto casa, senza doversi necessariamente recare a piedi alle fermate dedicate. Un servizio che al momento rappresenta sì uno strumento utile ma che è allo stesso tempo anche un costo rilevante per ciascun tassista.






