Vestiti estivi, farmaci e cibi a lunga conservazione. L’emergenza in Ucraina continua e con essa continua la richiesta di solidarietà da parte del popolo colpito dalla guerra. A Bari l’associazione culturale italo ucraina ha ripreso la raccolta di beni da portare nelle zone colpite dal conflitto.
In Via Nicolai 130 sono stoccati vestiti invernali che almeno per il momento saranno tenuti da parte, ma una delle referenti ha ribadito l’appello a dare una mano, ringraziando i tanti italiani che già si sono spesi in una vera e propria gara di solidarietà. Il centro è aperto il martedì, il giovedì e il sabato dalle 11 alle 17.
Allo stesso tempo, l’associazione sta provvedendo anche a fornire un primo sostegno ai profughi che sono arrivati qui in Puglia e in Basilicata e che hanno difficoltà a trovare accoglienza o un lavoro. L’augurio che si fanno è quello di poter un giorno tornare a casa riabbracciando i propri cari.
Intanto nel tardo pomeriggio, a Bari, “otto bambini e quattro adulti sono appena arrivati dall’Ucraina” spiega il presidente della Regione, Michele Emiliano, in una nota riferita a una ‘missione pugliese’ grazie alla quale oggi sono state messe in salvo quattro mamme e otto bambini in fuga dalla guerra.
“Quattro bambini necessitano di cure in ospedale e verranno ricoverati al Giovanni XXIII insieme alle loro mamme – aggiunge il governatore -. L’operazione di trasferimento in aereo è andata a buon fine: il nostro personale si è recato questa mattina da Bari in Polonia, in prossimità del confine con l’Ucraina, a prenderli. Siamo pronti a dare loro tutte le cure e l’assistenza di cui hanno bisogno. Ringrazio tutti coloro che sono al lavoro per dare supporto e accoglienza”.
I quattro piccoli pazienti, dai 10 ai 16 anni con patologia diabetica, sono stati ricoverati nel reparto di malattie metaboliche dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII e sono assistiti dagli specialisti diabetologi del reparto Maurizio Delvecchio ed Elvira Piccinno. Con loro sono state ricoverate anche le rispettive mamme e la sorellina piccola di uno dei pazienti per evitare che stesse lontana dalla madre. I restanti minori saranno ospitati in due comunità, a Molfetta e Barletta.






