Si “diffidano i proprietari delle unità da diporto ormeggiate ai pontili comunali in mancanza del titolo autorizzativo a rimuovere le varie imbarcazioni”. L’ordinanza dello scorso 13 maggio dell’Ufficio Locale Marittimo di Giovinazzo, che ha seguito le direttive della Capitaneria di Porto di Molfetta, ha gettato nello sconforto i proprietari di piccole imbarcazioni. Dal 23 maggio, tassativamente, dovranno rimuovere le loro barche dal porticciolo, tra cui diversi gozzi grande attrazione per molti turisti, lasciando libero l’approdo appena sotto la rocca aragonese.
“In caso di mancata rimozione – si legge nella diffida della Capitaneria di Porto molfettese, da cui Giovinazzo dipende – si procederà a norma di legge, con aggravio di spese a carico dei proprietari”. Nessuna mediazione, nessuna ulteriore proroga nemmeno per l’associazione “Amici del gozzo”, tanto più che il porticciolo di Giovinazzo attende una regolamentazione da decenni e l’amministrazione uscente è da sette anni alla ricerca di una quadratura sul Piano Regolatore del porto e sul Piano degli ormeggi, più che mai necessario dopo l’aumento del numero di attracchi di imbarcazioni anche da diporto.
Un caos in mezzo al quale il sindaco Tommaso Depalma, a 25 giorni dalla fine del mandato, prova a fare chiarezza: “Sono sorpreso dalla decisione della Capitaneria di Porto – ha raccontato alla redazione di Telebari – Siamo rimasti sgomenti, anche perché abbiamo cercato a lungo una interlocuzione con la Capitaneria, i cui vertici al momento appaiono sordi alle richieste di questa comunità ed hanno un punto di vista fermo, inconciliabile con la nostra visione. Vorrà dire – ha quindi calcato la mano Depalma – che nei prossimi giorni cercheremo udienza dal Contrammiraglio per far comprendere le nostre esigenze. Voglio sottolineare – ha concluso il primo cittadino giovinazzese – che non stiamo parlando di pericolosi delinquenti, ma di bravissima gente”.
Da tempo quello specchio d’acqua, fotografatissimo da migliaia di turisti e visitatori ogni anno, entrato in alcuni celebri spot pubblicitari, necessita di norme chiare. Depalma ha ereditato una situazione spinosa, ma l’esecutivo da lui guidato non è riuscito in circa sette anni a chiudere il cerchio. In tanti a Giovinazzo restano convinti della necessità del rispetto delle regole, ma quei gozzi per la gente del posto restano patrimonio cittadino da mostrare con orgoglio. Le prossime settimane dovranno necessariamente mettere un punto fermo sulla vicenda.







