Una delibera di giunta regionale datata 15 febbraio riguardante il nodo ferroviario. La richiesta rivolta al giudice amministrativo di annullarla nel punto in cui prevede il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica per la variante tra Bari e Torre a Mare. Il gruppo delle Vedette della Lama assieme ad alcuni privati, assistiti dall’avvocato Giacomo Sgobba, presenta un ricorso contro il grande progetto che dovrebbe cambiare l’assetto ferroviario cittadino, con lo spostamento dell’asse dei binari dalla litoranea verso l’interno, passando per Mungivacca e Triggiano ricongiungendosi poi all’altezza di Torre a Mare. Un’opera che secondo l’associazione di scopo sarebbe fortemente impattante sulle lame San Giorgio e Giotta e che per questo motivo andrebbe rivista.
Nello specifico, in realtà, il ricorso riguarderebbe il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica, arrivato perché il precedente atto datato 2014, ancorché oggi efficace, si approssimava alla scadenza, essendo invece necessaria la sua validità per l’inizio dei lavori. Secondo la tesi espressa dai ricorrenti la procedura corretta sarebbe stata quella di ottenere una nuova autorizzazione paesaggistica, considerato che sarebbero cambiate le condizioni dei luoghi rispetto all’epoca della prima delibera, con nuovi vincoli, una mutazione dell’assetto urbanistico e soprattutto il rinvenimento di beni di interesse archeologico in prossimità dell’area interessata.
Dall’altra parte la Regione avrebbe già chiarito, nel corso di un incontro avvenuto nelle scorse settimane, che la via intrapresa sarebbe quella corretta, anche perché non vi sarebbero prescrizioni imposte in tal senso dalla soprintendenza. La passa palla ora al giudice amministrativo che dovrà chiarire se si potrà procedere regolarmente con il progetto o sarà necessario sedersi di nuovo al tavolo per rivedere le carte.







