Aosta per i bambini, Piacenza per i giovani e Cagliari per gli anziani. Sono queste le tre province che vincono quest’anno la sfida della Qualità della vita declinata per altrettante fasce d’età su 12 parametri statistici forniti da fonti certificate (Istat, Miur, Centro studi Tagliacarne, Iqvia). La ricerca, giunta alla sua seconda edizione, è stata presentata ieri in anteprima al Festival dell’Economia di Trento e pubblicata oggi sul Sole 24 Ore.
La provincia di Bari, in questo contesto, ottiene il miglior piazzamento nella classifica riguardante la qualità della vita degli anziani, dove si siede sul gradino 56 e scala qualche posizione rispetto all’anno scorso. Meglio, rispetto all’aggiornamento precedente, anche la situazione nella categoria giovani, dove però si piazza addirittura in posizione 84. Sempre rispetto alla precedente edizione, peggiora invece la situazione in relazione alla qualità della vita dei bambini: il Barese, nel suo complesso, guadagna solo la 68esima posizione.
Per quanto riguarda la classifica della qualità della vita per i bambini, sul podio oltre Aosta si piazzano anche Arezzo e Siena, mentre l’ultima posizione è occupata da Napoli, preceduta da Reggio Calabria, Palermo, Matera e Caltanissetta. Nel ranking dei giovani, invece, dopo Piacenza al secondo posto c’è Ferrara, seguita da Ravenna. Al terzultimo posto, a sorpresa, la provincia di Roma, mentre quella di Genova è al 103esimo posto. Chiudono Sud Sardegna e Barletta. Nella classifica sulla qualità degli anziani, infine, alle spalle di Cagliari si piazzano Bolzano e Trento. Medaglia nera per Pistoia, preceduta da Massa-Carrara e Lucca.
Confermati 31 indicatori su 36 tra quelli selezionati lo scorso anno per documentare servizi e condizioni di vita: 12 per ogni categoria. Per i bambini, ai ‘soliti’ indicatori quali l’affollamento delle classi a scuola o il verde attrezzato, come new entry debutta la percentuale di edifici scolastici con mensa. Le imprese che fanno ecommerce è un indicatore che debutta tra quelli per i giovani. La presenza di medici specialisti, la dipendenza rispetto alla popolazione in età attiva e i farmaci anti-depressivi tra quelli per gli anziani.







