Aumenti compresi fra i 30 ed i 65 euro per le famiglie con figli, nessuna variazione significativa per chi vive da solo e per le utenze non domestiche. Sono queste alcune delle novità riguardanti la Tari, la tassa sui rifiuti, della manovra tributaria in approvazione nel prossimo Consiglio comunale di Bari.
“Per l’anno corrente – spiegano dal Comune – a causa delle numerose esigenze di finanza pubblica, da ultimo quella connessa agli effetti della guerra in Ucrania, lo Stato non ha potuto replicare gli interventi di sostegno garantiti nei due anni precedenti. Di conseguenza, l’assenza di trasferimenti statali specifici da un lato, gli effetti in termini di maggiori spese che tutti i Comuni hanno dovuto registrare a causa della guerra dall’altro, hanno reso impossibile per la maggior parte dei Comuni italiani la possibilità di individuare sacche di fiscalità generale per calmierare le tariffe. Per quanto riguarda il Comune di Bari, inoltre, risulta terminato il periodo di start up del servizio porta a porta, il che significa che non vi sarà la possibilità di accedere alla fiscalità generale per finanziare gli eventuali incrementi di costo”.
“Per questa ragione, seppur le tariffe del 2022 risultino nel complesso leggermente inferiori a quelle deliberate per il 2021, in ragione del minor costo PEF 2022, il saldo finale sarà percepito con un leggero aumento a carico dei contribuenti rispetto allo scorso anno, per via della mancata applicazione delle riduzioni Covid sia per le utenze domestiche che per quelle non domestiche”. Pertanto, secondo le simulazioni prodotte dagli uffici comunali le variazioni in percentuale sulle imposte per le utenze domestiche oscillano tra una forbice che va dall’1% (pari a 1,20 euro) per i nuclei composti da una sola persona, al 14% (63,51 euro) per i nuclei composti da sei persone per una abitazione tipo di 100 metri quadri.
Per i nuclei composti da due persone l’aumento corrisponde al 7% (20,35 euro), per tre persone al 9% (30.03 euro), per nuclei con 4 persone al 9% (34,76 euro) e per nuclei con 5 componenti l’aumento corrisponde ad una percentuale del l’8% (35,13). Per quanto riguarda, invece, le utenze non domestiche, “non essendo previste agevolazioni Covid di cui hanno potuto usufruire nel biennio 2020/21, grazie anche alla battaglia condotta dall’Anci e accolta dal Governo centrale – concludono da Palazzo di Città – la Tari risulterà più o meno uguale a quella definita per il 2019, con un’oscillazione che va dall’1% al 2%”. Tassa, dunque, di fatto invariata.







