È aperta polemica tra il dirigente scolastico della Scuola “San Nicola” di Bari Vecchia, prof. Giuseppe Capozza, i genitori degli alunni del plesso da una parte e il Comune di Bari dall’altra.
La vicenda risale al mese di aprile, quando da organi di stampa erano trapelate notizie circa la volontà dell’amministrazione comunale di trasferire in parte dei locali dello storico stabile alcune classi delle sezioni per l’infanzia comunali. Notizie mai del tutto confermate, che però facevano il paio con l’utilizzo di tutta un’ala da parte del CPIA e del Museo Nicolaiano.
Il dirigente scolastico, in particolare, lamentava con una missiva indirizzata al sindaco Antonio Decaro ed all’Ufficio Scolastico Regionale, nonché agli assessorati competenti, una scarsa comunicazione tra Palazzo di Città e la stessa Scuola “San Nicola” in merito a quelle decisioni. Ma il nocciolo della questione è rintracciabile nei mancati interventi di ristrutturazione del secondo piano dello stabile, dove svolgono le loro lezioni quattro classi della scuola secondario di primo grado (ex media).
“In realtà – spiegava Capozza nella missiva datata 1° luglio – sin dal 2019 il plesso è stato oggetto di ricognizioni tecniche da parte del personale del ramo, al fine di realizzare la ristrutturazione dei locali del secondo piano”. Ma tutto questo non solo non è avvenuto, ma le urgenze per quell’area dell’immobile sembrerebbero col passare del tempo essere divenute improcrastinabili.
Tanto più che il 7 luglio scorso, alle rimostranze del dirigente dell’I.C. Umberto I, si sono aggiunte quelle di 29 genitori firmatari di un documento di protesta inviato alle istituzioni cittadine, Decaro in testa. Quella scuola è presidio di cultura e legalità – sostengono – e i servizi offerti all’utenza scolastica sono migliorati di gran lunga in questi ultimi anni.
“Pur essendo i sottoscritti, per la maggior parte, non residenti nel centro storico – si legge -, lo scorso anno abbiamo scelto di iscrivere i nostri figli alla Scuola San Nicola (che negli ultimi anni stava registrando un notevole calo delle iscrizioni) perché crediamo fortemente nell’importanza che tale scuola riveste sia a livello simbolico per la città che nella quotidianità per il quartiere, essendo da anni presidio di legalità, accoglienza e integrazione per i ragazzi e le famiglie di Bari vecchia. Inoltre, tale scelta è stata motivata anche dalla convinzione che ci potessero essere degli effetti positivi derivanti dalla integrazione tra ragazzi provenienti da diversi quartieri della città oltre che in termini di formazione interculturale, grazie all’integrazione della didattica scolastica con diversi progetti mirati allo scambio con culture diverse e alla preservazione della identità culturale più autentica della nostra città”.
Insomma, occorre un intervento immediato per ristrutturare quei locali e non si può pensare di sottrarre ulteriori spazi alla didattica. E perciò i genitori vogliono poter contare sul governo cittadino e sul sindaco Decaro e lo scrivono esplicitamente: “Le stiamo chiedendo un’azione che implica una scelta (e responsabilità) politica ben
definita. Le stiamo chiedendo: che valore dà la Sua Amministrazione ad un progetto che,
partendo dalla comunità scolastica degli insegnanti, genitori e alunni della Scuola San
Nicola, mira a potenziare il ruolo di una scuola in un quartiere con diverse criticità per la
promozione, non solo del diritto costituzionale allo studio di ciascun giovane, ma anche
della legittima aspirazione che tale diritto venga esercitato, anche a Bari Vecchia, nelle
migliori condizioni possibili? Noi genitori di diversi quartieri di Bari abbiamo ritenuto tale azione meritevole di supporto – è la sottolineatura – non solo per il futuro dei nostri figli (che vorremmo possano essere formati e orientati alla integrazione e alla apertura verso le diverse culture del mondo) ma anche e, soprattutto, per senso civico e di appartenenza ad un territorio a cui ci sentiamo fortemente legati e che ci vede riconoscenti della sorte di essere cittadini di questa meravigliosa città”.
Una questione apertissima, su cui in tanti ora vogliono accendere i riflettori. La palla passa nel campo dell’amministrazione comunale che dovrà al più presto pronunziarsi.






