La storia è simile a quella raccontata in tante città della nostra penisola, ma la risoluzione del problema appare originale e probabilmente efficace. Piazza don Tonino Bello, periferia nord di Giovinazzo, nel Barese. Un sindaco gioca a basket con alcuni giovanissimi.
Da mesi i residenti, infatti, lamentano il mancato rispetto delle regole del vivere civile nella zona del nuovo campetto da basket, realizzato dall’amministrazione comunale da un annetto.
Un disturbo costante, da mattina a sera, ma anche di notte, quando la quiete pubblica dovrebbe essere un diritto acquisito, si svolgono partite piuttosto accese. Eppure in tanti da quelle parte, sino a qualche anno fa parlavano di periferie abbandonate. È di fatto la storia della coperta corta: si realizzano opere richieste per far aggregare i giovani, ma poi ci si lamenta per gli schiamazzi.
E allora è intervenuto il sindaco in persona, Michele Sollecito, fresco di elezione, il quale lunedì pomeriggio, 18 luglio, si è recato al campetto per parlare con i ragazzi e le ragazze che ne usufruiscono. Ci ha giocato insieme, cercando interazione e pare abbia ottenuto attenzione e la promessa di rispetto delle regole almeno sino a fine estate.
“Lunedì pomeriggio – ha spiegato -, in compagnia dell’assessore Alfonso Arbore, dell’assessore Gaetano Depalo e della consigliera Annamaria Sollecito ho trascorso un po’ di tempo con i ragazzi che si ritrovano in piazza don Tonino Bello per giocare a basket. Abbiamo discusso sull’opportunità di giocare rispettando le regole della quiete notturna così come abbiamo discusso con alcuni residenti giunti sul posto dell’opportunità di limitare gli orari e la funzionalità dei canestri così da permettere la giusta quiete per tutti. Abbiamo individuato una soluzione temporanea con la chiusura serale dei canestri così da evitare partite notturne ben oltre l’una di notte. In questa situazione sono stati tutti rispettosi del prossimo e la convivenza civile di diverse aspettative ha prevalso con ragionevolezza”, è stato il suo commento.
Un approccio che pare corretto, in cui i rappresentanti della pubblica amministrazione cercano di stare in mezzo ai cittadini, soprattutto ai più giovani. Non regole imposte, ma regole condivise, per organizzare al meglio la vita di un quartiere che ha voglia di non essere più eterna periferia.






