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lunedì 26 Settembre 2022
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Investimento 87enne, Decaro: “Morire per strada non è possibilità da contemplare quando si esce di casa”

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“Il bollettino delle morti per strada oggi si è allungato con il nome di un’altra vittima, investita da un autobus mentre attraversava la strada. Oggi tutti siamo chiamati al cordoglio per il dolore che la sua famiglia sta vivendo in queste ore ma presto questo sentimento lascerà il posto alla paura e alla rabbia”.

Inizia così il messaggio del sindaco di bari, Antonio Decaro, apparso sui social network nel tardo pomeriggio di giovedì 11 agosto, a poche ore dal grave incidente che ha causato la morte di un 87enne in via Capruzzi.

“Perché – spiega Decaro – non si può morire mentre si attraversa la strada. Non si può morire per colpa di un messaggino sul cellulare, di un bicchiere di troppo o di qualche minuto di ritardo che ci fa spingere il piede sull’acceleratore.
Oggi siamo tutti giudici dei comportamenti altrui. Davanti all’ennesimo episodio tragico chiediamo giustizia e più controlli. È giusto. Vorrei anche io come tutti voi più giustizia e più controlli. Ma non ci potrà mai essere un agente delle forze dell’ordine ad ogni angolo della città, né nessuna pena potrà restituire le vittime alle loro famiglie”, è la considerazione realistica del primo cittadino.

Antonio Decaro annuncia quindi che l’amministrazione comunale ha in animo di allargare le  “aree in cui il limite di velocità è di 30 km/h, aumenteremo i controlli con il telelaser sugli itinerari di scorrimento, continueremo a restringere la larghezza delle strade con interventi di traffic calming che costringano i veicoli a rallentare”.

Sin qui ciò che il suo esecutivo potrà fare nei prossimi mesi, talvolta anche scontrandosi con le esigenze di un traffico difficilmente gestibile in determinate fasce orarie.

“Ciò che non potremo fare, invece – continua Decaro – , è essere in ogni automobile che circola in città, per ricordare che distogliere lo sguardo dalla strada per soli 2 secondi anche a 50 km/h significa percorrere 28 metri “alla cieca”, è l’amara considerazione del primo cittadino metropolitano.

“Quello che non possiamo fare – insiste – è impedire agli automobilisti di accelerare in prossimità delle strisce pedonali o con il semaforo giallo. Quello che non possiamo fare è essere a bordo di tutti i motorini che procedono a zig zag tra le auto in fila, che sorpassano dal lato sbagliato. Non lo possiamo fare perché nessuno può sostituirsi a chi alla guida non rispetta le regole evitando quell’impatto che si trasforma in una tragedia”.

In tanti in rete ed anche al di fuori di essa si stanno chiedendo se questo rappresenti un vero e proprio atto d’accusa di Antonio Decaro contro automobilisti o motociclisti- A dissolvere ogni dubbio è proprio lui nel finale del suo post, tra l’amaro e l’arrabbiato: “Questo è un atto di accusa contro automobilisti e motociclisti? È un atto di accusa contro chi non pensa che la sua distrazione può valere una vita umana. Perché morire per strada non può e non deve essere una possibilità da contemplare la mattina quando si esce di casa”.

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