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lunedì 26 Settembre 2022
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Addio a Piero Angela, nel 2004 ricevette laurea honoris causa dall’Uniba

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Si è spento a 93 anni Piero Angela, il maestro della divulgazione scientifica televisiva italiana. “Buon viaggio papà” è stato il messaggio del figlio, Alberto, popolare conduttore di programmi culturali Rai.

Piero Angela era stato insignito della laurea honoris causa dall’Università degli Studi di Bari nel 2004 ed aveva ricevuto poi il Sigillo d’Oro nel 2018, nel corso di una cerimonia al Campus della Facoltà di Veterinaria a Valenzano.

Un simbolo di sobrietà, di capacità giornalistiche ben al di sopra della media, Angela è stato punto di riferimento, quasi pietra miliare per quanti hanno amato ed amano la divulgazione scientifica e culturale nel nostro Paese.

Era nato il 22 dicembre 1928 a Torino ed era figlio di uno psichiatra antifascista riconosciuto tra i “Giusti tra le Nazioni” in Israele. Aveva sposato Margherita Pastore da cui aveva avuto due figli, Christine e Alberto, che ne ha poi seguito le orme.

Era entrato in Rai nel 1952 ed era stato corrispondente per il telegiornale prima da Parigi, poi da Bruxelles. Dal 1981 Piero Angela è entrato nelle case degli italiani con il programma “Quark”, divenuto nei decenni successivi inimitabile pietra di paragone per quanti si sono approcciati alla divulgazione scientifica in televisione.

Con lui se ne va un pezzo di storia della cultura e del piccolo schermo, nonché del servizio pubblico televisivo italiano. “I documentari naturalistici – aveva detto a margine della cerimonia per la concessione del Sigillo d’Oro a Valenzano – hanno consentito al pubblico ed agli stessi scienziati di conoscere meglio il comportamento animale in natura. Hanno quindi dato la possibilità di vedere quello che non si può vedere facilmente e non solo per quanto riguarda gli animali selvatici; a volte l’osservazione degli animali nelle tane o sui nidi, grazie a particolari telecamere, ha chiarito comportamenti anche nei dettagli che sono stati rivelatori”.

E sul nostro rapporto con la natura, non aveva mai avuto dubbi: “Oggi – aveva evidenziato sempre in quella occasione – sulla Terra troviamo solo una minima parte degli animali esistiti. Per intenderci, è un po’ come ci si trovasse davanti ad una striscia di fotogrammi dell’evoluzione che comprende batteri, molluschi, invertebrati, pesci, rettili, uccelli, fino ai mammiferi. Insomma, un vero e proprio film dell’evoluzione nella quale, a un certo punto, è comparso l’uomo. Noi siamo parenti con tutto ciò che esiste in natura, apparteniamo ad un ceppo unico, ad un progenitore comune. Siamo imparentati molto con gli animali: lo scimpanzé, per esempio, ha il 97% in comune con i nostri geni”.

Per tutto quanto ha lasciato in eredità ad un intero Paese, va ringraziato quell’uomo dal garbo di altri tempi, esempio superbo anche per la nostra categoria.

 

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