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venerdì 2 Dicembre 2022
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Bari, cambiano giorni e orari per accendere i termosifoni: ma chi controllerà? “Aspettiamo il decreto”

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Lo scorso 6 settembre il Ministero della Transizione Ecologica, sul proprio sito internet, ha pubblicato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale: una serie di misure che “consentiranno nel medio termine – hanno spiegato dal MITE – di ridimensionare drasticamente la dipendenza dal gas russo e comunque di ridurre l’uso del gas in generale”.

Alcune di queste misure sono ‘comportamentali’. Di fatto, una lista di comportamenti virtuosi suggeriti ai cittadini dal Governo che “potranno contribuire – è spiegato nel Piano – a limitare i consumi con conseguente riduzione dei costi di bolletta degli utenti e impatti positivi anche sull’ambiente”. Dal corretto utilizzo della lavatrice ai tempi della doccia, dal come comportarsi ai fornelli alla tv in stand-by, una serie di buone pratiche (leggi qui quali) che verranno proposte agli italiani nelle prossime settimane attraverso mirate campagne di sensibilizzazione.

Poi ci sono le misure amministrative di contenimento. “Azioni amministrative – si legge nel Piano – che riducano il consumo di gas per il riscaldamento mediante l’introduzione di limiti di temperatura negli ambienti, di ore giornaliere di accensione e di durata del periodo di riscaldamento, in funzione delle fasce climatiche in cui è suddiviso il territorio italiano”. In Italia le zone climatiche sono 6. In Puglia se ne trovano 3 diverse e nella sola provincia di Bari ci sono 16 comuni etichettati con la lettera C e 25 comuni con la lettera D (qui la mappa, comune per comune, con le indicazioni sul quando e per quante ore si potranno accendere i termosifoni).

La vigente regolamentazione della temperatura, del periodo e dell’orario di accensione del riscaldamento (che negli anni ha sempre fissato dei paletti), sarà dunque modificata attraverso un decreto che dal prossimo inverno porterà non solo i termosifoni delle abitazioni a segnare un grado in meno – non più 20, ma 19 – ma soprattutto a cambiare i limiti di esercizio degli impianti termici, che per quanto attiene il periodo di accensione saranno ridotti di 15 giorni – posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine – e giornalmente si andranno a concretizzare con i termosifoni che saranno accesi per un’ora in meno al giorno.

A Bari, ad esempio, nel 2021 il periodo buono per l’accensione degli impianti di riscaldamento era quello compreso tra il 15 novembre e il 31 marzo ed il limite massimo di utilizzo consentito era di 10 ore al giorno. Nel 2022, invece, in base alle nuove disposizioni si potranno accendere solo dal 22 novembre al 23 marzo e potranno funzionare al massimo per 9 ore al dì. C’è però un fatto ed è riassunto nelle parole di un noto amministratore di condominio della città, interpellato sul tema da Telebari. “Faccio questo lavoro da 20 anni, oggi gestisco oltre 100 condominii e in questo senso non abbiamo mai ricevuto alcun controllo”.

Nuove disposizioni dettagliate e limitazioni più stringenti, dunque, anche alla luce dell’emergenza gas derivante dal conflitto tra Ucraina e Russia. Ma chi controllerà l’effettivo rispetto delle misure amministrative studiate dagli esperti del Ministero? “Non abbiamo mai monitorato noi o fatto interventi in questa materia”, spiegano dal Comando della Polizia Locale di Bari. “Ci sono dei funzionari che si occupano di verificare lo stato di manutenzione delle caldaie, ma né loro né gli agenti del nostro corpo di polizia hanno mai effettuato controlli su giorni e tempi di accensione”, certificano dalla Città Metropolitana di Bari. “Aspettiamo il decreto”, dicono in coro.

In attesa del provvedimento, tra le righe del Piano presentato dal MITE si legge di non meglio precisati ‘controlli a campione’, senza mai entrare nel merito delle abitazioni private e senza fare alcun riferimento a chi dovrà poi occuparsi effettivamente di questi controlli. “Non essendo possibile avere un sistema di controllo puntuale del comportamento da parte dell’utenza diffusa – è scritto – sarà possibile comunque attuare, oltre a controlli a campione su edifici pubblici, grandi locali commerciali e punti a maggiore consumo, una responsabilizzazione dei conduttori degli impianti di riscaldamento centralizzato, monitorando a livello di reti di distribuzione gas cittadine la risposta degli utenti utilizzando i dati orari di prelievo ai punti di connessione tra le reti di distribuzione cittadine e i punti di riconsegna della rete di trasporto SNAM, che sono costantemente monitorati”.

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