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martedì 29 Novembre 2022
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Caro bollette, a Santo Spirito Ghiaccio Bollente dimezza i turni: “Non possiamo fare gli eroi”

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La catena di produzione locale di gelati artigianali rischia di essere seriamente compromessa a causa del caro bollette. In serie difficoltà è, infatti, la storica gelateria artigianale e cocktail bar Ghiaccio Bollente di Santo Spirito che da 35 anni rappresenta un punto di riferimento del settore.

“Non possiamo fare gli eroi e stare aperti dalla mattina fino alla sera – dichiara Alfonso Florio, titolare del locale – sapendo che per mantenere il locale aperto e acceso c’è bisogno di tanta corrente e di personale. Da mercoledì quando riapriremo dopo le ferie ci sarà soltanto un turno di lavoro per convivere con il caro bollette. Siamo costretti a ridurre la nostra produttività, perché per mantenere il freddo per la produzione di gelati ci vuole tanta corrente che adesso ha costi elevatissimi e, di conseguenza, il lavoro serale viene compromesso”.

Alla difficoltà di gestire il locale si aggiunge anche l’impossibilità di tutelare al meglio i propri dipendenti a causa dell’incertezza della situazione. “Purtroppo vengono messi in stand by quattro dipendenti – prosegue Alfonso – perché a pagarne le conseguenze è la forza lavorativa. Il governo al momento non pone nessun rimedio. È da luglio che sto pagando bollette intorno ai 5000 euro al mese. L’ultima bolletta di agosto è di 7000 euro, l’anno scorso pagavo 1300, e non sappiamo quella di settembre quanto ammonterà. Al momento l’unico rimedio è di aprire in settimana con un unico turno di lavoro dalle sette alle sedici. La domenica proveremo con la maggiore affluenza a vedere se vale la pena rimanere aperti, altrimenti procederemo alla chiusura totale del locale”.

Inoltre, la situazione rischia di peggiorare nell’indifferenza generale che potrebbe generare un grave blocco per l’intero settore della gelateria artigianale. “Purtroppo siamo costretti a prenderle queste scelte da soli – conclude il proprietario – Questa situazione è più grave del periodo Covid, perché almeno prima si parlava di cassa integrazione per gli operai, ma adesso siamo totalmente abbandonati, non ci dicono nulla. Vaghiamo nell’incertezza. La situazione è davvero drammatica soprattutto per il nostro settore che per lavorare ha bisogno di corrente e forza lavoro”.

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