La serranda abbassata per tre giorni, il passaparola relativo a una maxi fattura da pagare arrivata il mese scorso e una voce sempre più insistente: “Ha chiuso per via del caro bollette”. L’allarme chiusura, rivelatosi fortunatamente falso, è scattato questa mattina a Bari, in via Stefano Jacini, nel quartiere San Pasquale: dal 2014 strada che ospita il bar-pasticceria Ceresita.
“La voce che circola è falsa: non chiudiamo – spiega a Telebari il titolare, Michelangelo Sassanelli -. Capisco, però, l’origine dell’apprensione di clienti e conoscenti. A settembre abbiamo ricevuto una bolletta della luce da 26mila euro ed essendo argomento di grande discussione è capitato di parlarne al bancone del bar. Lunedì, ieri e oggi non abbiamo aperto per via di alcuni piccoli lavori di ristrutturazione già programmati da tempo. E qualcuno, evidentemente, avrà messo in fila le due circostanze pensando a una chiusura definitiva. Non è così, per fortuna. Resistiamo. E domani mattina riapriamo, sperando che la curiosità per un locale rinnovato nella sua forma possa attirare anche nuovi clienti”.
Resta però la stangata della maxi bolletta con cui fare i conti. “Spero si tratti di un errore – dice Sassanelli -. Ho contattato il gestore e aspetto novità, anche se qualcuno mi ha già consigliato di portare le carte in Procura. A maggio ho pagato 2.400 euro, a giugno circa 4mila e a luglio quasi 7mila. Tanti soldi, ma non quanti me ne hanno chiesti per agosto: addirittura 25.871 euro per un mese in cui, tra le altre cose, siamo stati chiusi per ferie cinque giorni. Più i tre di riposo settimanale. Insomma, davvero incomprensibile. Quando è arrivata la bolletta ho pianto per un’ora. Ho 38 anni, sono un imprenditore volenteroso che lavora anche 16 ore al giorno ma da tempo ormai, come tanti miei colleghi, vedo ogni sacrificio vanificato”.
“Ci tolgono puntualmente tutto quello che conquistiamo – conclude il titolare di Ceresita -. Stiamo letteralmente impazzendo: non si può lavorare solo per pagare le bollette di gas e luce. Sperando davvero che questa bolletta da 26mila euro altro non sia che un errore, cerchiamo di andare avanti. Al momento, insomma, sopravviviamo”.







