Sono le 13,40 di mercoledì 18 gennaio, quando nella zona del PalaFiori, a Terlizzi, un boato squarcia la quiete dell’ora di pranzo e dopo poco secondi si odono urla disperate di un ragazzino. Ai passanti non resta che soccorrerlo, perché ha una mano insanguinata, squarciata da una grossa ferita ed evidentemente ustionata.
Tragedia sfiorata nella città dei fiori, all’uscita di scuola del plesso Gesmundo, in via Salamone. Alcuni ragazzini della classe prima della scuola superiore di secondo grado si erano intrattenuti nei pressi dell’area giochi del Palasport cittadino, a pochi metri, quando uno di loro, un undicenne, ha deciso di raccogliere un petardo (probabilmente della tipologia “Cobra”), inesploso, forse residuo delle incontrollate e pericolosissime baldorie di Capodanno.
Di fatto l’esplosione gli ha lacerato una mano e solo grazie all’intervento di un medico in zona e del vicecomandante della Polizia Locale, Gaetano Barione, è stato possibile evitare il peggio. Pronta la corsa verso il Pronto Soccorso di Molfetta, dove l’adolescente è stato sottoposto alle prime cure per poi essere trasferito nel reparto di Chirurgia Plastica del Policlinico di Bari. È ancora ricoverato per le ustioni riportate con valutazioni ulteriori in corso da parte dei medici.
Non perderà la mano, è la buona notizia che arriva dai genitori e dal personale sanitario del nosocomio barese, ma in queste ore il sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico, dopo aver ringraziato pubblicamente i soccorritori, ha chiesto a tutta la cittadinanza una profonda riflessione sull’uso indiscriminato, non solo l’ultimo dell’anno, di petardi e fuochi pirici, spesso maneggiati da minori.
Una riflessione profonda che non può più essere procrastinata, non solo a Terlizzi ma in tutte le comunità cittadine del Barese, dove il fenomeno è assai diffuso.








