Da una settimana il comune di Mola di Bari ha dichiarato guerra agli “sporcaccioni”, a chi continua a non differenziare i rifiuti in maniera corretta e ad utilizzare i già vietati sacchetti neri per il conferimento della frazione indifferenziata: si tratta di una minoranza, in realtà, visto che la città proprio nel 2023 ha ricevuto il riconoscimento di Comune Riciclone tra quelli costieri che hanno registrato la percentuale di differenziata ben oltre il 77% nel 2022 (77,6%). Proprio a beneficio dell’intera collettività, in particolare quella ligia al dovere, dal 17 febbraio si sono intensificati i controlli sul territorio per verificare il corretto conferimento del rifiuto indifferenziato, ovvero nel mastello apposito e soprattutto nei sacchi trasparenti distribuiti dalla Navita, l’azienda responsabile della raccolta dei rifiuti in città.
“In caso contrario – spiega il Comune – gli operatori apporranno un bollino rosso per segnalare l’errata modalità di conferimento del secco residuo o l’eventuale errato conferimento della tipologia del rifiuto. In questo caso, il rifiuto esposto non sarà ritirato, così che l’utente possa riportarlo in casa e conferirlo nuovamente in una modalità corretta e adeguata. In alcune situazioni più gravi, potrà intervenire anche il Comando della Polizia Locale per attività di ispezione ed eventualmente sanzione dell’utente”.
Proprio negli scorsi giorni, sono stati rinvenuti in una strada del centro storico, durante un controllo degli operatori Navita affiancati dal sindaco Giuseppe Colonna e dall’assessore all’Ambiente Marino Liuzzi, diversi sacchi neri, debitamente aperti e contenenti rifiuti di ogni tipo, che invece potevano essere differenziati in maniera corretta. “Ci sono persone che differenziano tutto – commenta il sindaco Colonna – con conseguenze che riguardano non solo il decoro dell’ambiente, ma anche i costi, perché la carta, la plastica, il vetro sono materiali che noi vendiamo ai consorzi di cui riceviamo i proventi, mentre l’indifferenziato costa tantissimo a tonnellata. Collaboriamo perché ora stringiamo il cerchio dal punto di vista dei controlli di carattere demografico, tributario, ambientale per avere un paese più pulito e perché vogliamo che tutti paghiamo la TARI: se paghiamo tutti, è possibile diminuire la TARI ed avere un servizio migliore”. La stretta, infatti, è stata concepita dall’amministrazione comunale, oltre che per arginare l’abbandono selvaggio dei rifiuti in strada, anche per individuare coloro che non risultano censiti e che dunque sono evasori della tassa sui rifiuti.








