Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari, questa mattina, hanno dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti della donna che era in auto con Lello Capriati la sera in cui è stato ucciso a Torre a Mare: era lunedì 1 aprile e ad ucciderlo furono quattro colpi di pistola. La donna, che era stata già rintracciata e interrogata ad aprile (“Fuggita dopo aver chiamato il 118”, aveva detto), risponde dei reati di detenzione e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico, commessi con l’aggravante mafiosa.
“I fatti traggono origine dalla complessa e peculiare attività d’indagine strutturata nelle fasi immediatamente successive l’omicidio – è spiegato in una nota – quando gli investigatori hanno potuto determinare che la vittima era in possesso di una pistola, caduta, dal corpo ormai esanime, nel momento in cui il personale sanitario si adoperava nel tentativo di rianimarlo”. Un’arma che, nella circostanza, è “stata recuperata con abilità dalla donna – prosegue la nota – la quale, atteso il trasferimento del Capriati sull’ambulanza, rimanendo sempre alla guida della sua auto, si è allontanata dal luogo del delitto con la pistola a seguito, impedendone il successivo ritrovamento”.
“Imprescindibili, per la ricostruzione dei fatti, sono state le dichiarazioni assunte dai testimoni oculari dell’accaduto – conclude la nota -. Dopo le formalità di rito, la persona destinataria del provvedimento cautelare è stata condotta in carcere”.







