Le borse griffate sequestrate nell’abitazione di Concetta Sciannimanico, detta ‘Connie’, non erano di valore, ma di seconda mano e acquistate con pagamenti tracciati. Lo ha sostenuto oggi in udienza il difensore della funzionaria Asl coinvolta con altre 16 persone nell’inchiesta sulle tangenti per gli appalti dei lavori di ristrutturazione della Asl barese, l’avvocato Gaetano Sassanelli. Per il procuratore capo Roberto Rossi e la pm Savina Toscani, Sciannimanico risponde di associazione a delinquere in concorso con altri quattro fra dirigenti e imprenditori, e corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. La procura ha chiesto 4 anni e 4 mesi. Avrebbe ricevuto tangenti per 28mila euro, oltre alle borse. Nell’udienza di oggi il legale, grazie anche a una consulenza tecnica, ha chiarito anche altri punti a sostegno delle accuse, e cioè l’ipotesi che fosse stata nominata direttore dei lavori all’ospedale San Paolo in virtù di un patto corruttivo con gli altri funzionari, l’ex dirigente della Asl Nicola Sansolini e il collega Nicola Iacobellis. Per l’avvocato Sassanelli, non ci sarebbe stato alcun patto, visto che la nomina alla direzione dei lavori sarebbe arrivata oltre 6 mesi dopo, né avrebbe avuto responsabilità del pagamento dei Sal (lo stato di avanzamento lavori) perché il suo ruolo non era decisionale ma di semplice esecutrice.
Nella stessa udienza, l’avvocato Massimo Chiusolo, difensore dell’imprenditore Giuseppe Rucci, della Ism Impianti servizi medicali, accusato di corruzione con Sansolini per un appalto da 148mila euro per la manutenzione degli impianti di distribuzione dei gas medicali nell’ospedale Di Venere, ha sostenuto che in relazione agli importi elevati delle gare di appalto, 20 buoni benzina per un totale di 300euro non possono essere ritenuti prezzo della corruzione ma mera piccola liberalità. La sentenza per tutti gli imputati, sia quelli a processo che quelli che hanno scelto di patteggiare è prevista per il 16 dicembre.







