La Procura di Bari ha chiuso le indagini su Christian Calabrese e altre tre persone, tra le quali la sua segretaria e un consulente del lavoro, accusate di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro. L’indagine, condotta dai finanzieri del Roan di Bari e coordinata dal pm Giuseppe Dentamaro, parte da un accertamento di tipo demaniale nel lido dell’Aqp, gestito appunto dal Gruppo Ideazione di Calabrese. E’ venuto così alla luce un modus operandi abituale da parte di Calabrese, e cioè quello di retribuire formalmente i bagnini, almeno 10 quelli individuati con una cifra di 9,19 euro l’ora, come riportato in busta paga, ma di farsene poi restituire una cifra variabile, tra i 2 e i 5 euro, sfruttando il loro stato di bisogno.
Stesso escamotage, come emerso durante l’interrogatorio di garanzia, avrebbe adottato nei confronti della sua segretaria, anche lei indagata. Il tutto, per il 2024 e parte dell’estate 2025, con la complicità del consulente del lavoro, e di un quarto indagato che avrebbe reclutato il personale e gli avrebbe poi materialmente consegnato i contanti. Mesi di intercettazioni avrebbero confermato gli accordi con il consulente del lavoro per aggiustare le buste paga, ma anche tutti i rapporti e i business di Calabrese. Il pm ha contestato a Gruppo ideazione srl anche la responsabilità della società, e cioè quella di non aver adottato o adeguatamente attuato modelli di organizzazione in grado di prevenire quel tipo di reati. Le indagini tuttavia proseguono in altre direzioni, emerse durante gli accertamenti del primo filone.







