Finti certificati di residenza per la casa popolare, indagati in 23: coppia di Putignano a capo della truffa

Falsi certificati di residenza, apparentemente provenienti dall’Arca Puglia, inviati ai Comuni di Putignano, Bari e Gravina, per legittimare l’occupazione di case popolari. A creare i documenti e la finta casella pec urp.arcapuglia@gmail.com sarebbe stata una coppia di Putignano, assistita dall’avvocato Roberto Loizzo e per la quale è stato chiesto oggi il rinvio a giudizio. Il pm del tribunale di Bari Claudio Pinto ha chiesto il processo anche per altre 21 persone, che avrebbero partecipato a vario titolo alla truffa, commissionando alla coppia i certificati grazie ai quali avrebbero ottenuto indebitamente i benefici relativi al domicilio nell’alloggio di edilizia popolare nei tre comuni del Barese.

I reati contestati sono falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, falsità materiale commessa dal privato, invasione di edifici, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri. I fatti sarebbero avvenuti nel 2022 e nel 2023. Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di Putignano con l’ausilio dei colleghi della Polizia postale, sono partite dalla denuncia della dirigente del settore amministrativo e responsabile prevenzione anticorruzione e trasparenza di Arca Puglia Centrale e sono proseguite fino alla richiesta di rinvio a giudizio sulla quale deciderà la gip Anna De Simone nell’udienza del 10 marzo 2027.

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