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sabato 29 Gennaio 2022
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Travolse e uccise mamma e figlio sull’A14 a Giovinazzo: 45enne rischia un anno di carcere

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Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Bari, Francesco Bretone, ha chiesto la condanna ad un anno di reclusione per un 45enne di Corato che il 6 aprile del 2019 travolse con la sua auto madre e figlio nel tratto dell’A14 che corre in territorio di Giovinazzo, tra i caselli di Molfetta e Bitonto, in carreggiata sud.

L’imputato, accusato di omicidio plurimo stradale, ha ottenuto il rito abbreviato e la richiesta sarà valutata dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Bari, Isabella Valenzi, nell’ambito del processo sul sinistro che causò la morte di Milto Koci, 56 anni, e di sua madre, Sanda Koci, di origini albanesi ed entrambi residenti in Romagna.

Koci, intorno alle 23.30 di quel 6 aprile di quasi tre anni fa, viaggiava verso il capoluogo regionale in compagnia di sua madre e sbandò con la sua Renault Clio, impattando contro il guardrail che delimitava la carreggiata. Le cause non sono mai state accertate ed un ruolo importante potrebbe averlo giocato l’asfalto reso viscido dalla pioggia caduta qualche ora prima.

L’autovettura purtroppo rimbalzò al centro della strada e, secondo la ricostruzione dell’accusa, finì «di traverso sulla corsia di sorpasso, con il muso rivolto nella direzione opposta rispetto al senso di marcia». L’uomo riuscì tuttavia a scendere dall’abitacolo “disponendosi all’altezza del parafango anteriore sinistro e sbracciandosi per segnalare la presenza del mezzo incidentato, con la madre all’interno, ai veicoli in transito: le immagini acquisite dagli inquirenti – spiega sempre la difesa – comprovano che i conducenti di sei veicoli, cinque auto e un autoarticolato, hanno notato l’ostacolo, evitandolo”.

Ma la Ford Kuga guidata dall’imputato non riuscì ad evitare l’impatto, nonostante frammenti di cemento molto grossi presenti sulla carreggiata, derivanti dalla distruzione di un canale di scolo dopo l’impatto della Clio contro il guardrail. Milto e Sanda Koci furono travolti ed i mezzi finirono ad oltre 40 metri di distanza.

Non vi fu, dunque, secondo la Procura della Repubblica, un comportamento prudente del 45enne coratino, che avrebbe dovuto “rallentare e adeguare la marcia in modo tale da conservare il controllo del proprio veicolo dinanzi a qualsiasi circostanza”. Da qui la richiesta della condanna per un fatto luttuoso che ebbe una eco anche a livello nazionale.

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