Era il 21 dicembre del 2020 quando un uomo di Molfetta venne arrestato perché accusato di essere il piromane che, nella notte del 4 novembre dello stesso anno, aveva dato alle fiamme in via Maranta una Smart Fortwo. Il rogo poi si propagò ad una Jeep Cherokee e solo l’intervento dei Vigili del Fuoco evitò danni peggiori.
Per quei fatti, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Trani, Domenico Zeno, ha condannato un 49enne molfettese ad un anno e sei mesi di reclusione. Decisive, ai fini dell’arresto prima e della sentenza poi, le indagini portate avanti dai Carabinieri della locale Compagnia, che svolsero un lungo lavoro di osservazione e pedinamenti soprattutto nelle ore notturne.
In quei mesi vi furono diversi roghi a Molfetta e fu il primo cittadino, Tommaso Minervini, a consegnare alla Procura della Repubblica di Trani un ampio dossier in cui venivano ripercorsi dieci lunghi anni di incendi d’auto nella città del Nord Barese.
“Si tratta di una notizia che apprendiamo con soddisfazione. Il lavoro sinergico delle forze dell’ordine e della Procura di Trani – è il commento del sindaco – ha consentito di assicurare alla giustizia uno degli autori dei roghi notturni di auto, un problema che non abbiamo mai sottovalutato e che ci ha portato, ad ottobre del 2020, anche a presentare un dossier circostanziato. Colgo l’occasione per ringraziare il Capitano Francesco Iodice, Comandante della Compagnia Carabinieri di Molfetta, ed il Tenente Domenico Matromauro, Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile per l’egregio lavoro svolto”.








