Se n’è andato inaspettatamente, Nino De Sario, il maresciallo capo della Polizia Locale di Terlizzi che, giovanissimo, il 7 maggio del 1993, rimase ferito dall’esplosione di un’autobomba davanti a Palazzo di Città. Il suo gesto salvò la vita a decine di persone presenti in piazza Cavour. Aveva 70 anni.
Un malore lo ha colto quando era in Trentino per alcune giornate di relax con la famiglia. Amato e stimatissimo per quell’episodio assurto alle cronache nazionali, De Sario aveva mostrato negli anni della sua permanenza nel corpo dei Vigili Urbani terlizzesi grande abnegazione e soprattutto aveva sempre rivolto massima attenzione e rispetto verso le istituzioni che anch’egli, nel suo ruolo, rappresentava.
Cordoglio bi-partisan è stato espresso in queste ore da tutte le forze politiche del territorio a nord di Bari, in testa il sindaco, Michelangelo De Chirico: “Ho appreso della improvvisa scomparsa dell’amico Nino, il maresciallo-capo in pensione Nino De Sario – ha scritto il primo cittadino -, direttamente presso il comando della Polizia Locale, dove ancora mi trovo mentre scrivo, insieme ai suoi colleghi, affranti, sgomenti.
Nino ha mandato i suoi saluti nelle ultime ore a molti amici, me compreso, mentre era in Trentino con la famiglia. Non ha mai perso il legame con la città e con le persone, già, quella parte umana di sé che lo ha reso un uomo ben voluto da tutti, sorridente e pratico, rispettoso e onesto. Qualche settimana fa era anche in piazza Prefettura a Bari a sostenere la causa del Corpo della Polizia Locale, a cui era profondamente legato per onore alla divisa.
Molti lo ricorderanno per il tragico evento dell’autobomba che scosse la città, ma molti altri per la sua umiltà e attaccamento al dovere”, è stato il pensiero commosso di De Chirico.
“Ricordo come fosse ieri – ha scritto sui social network invece il suo predecessore, Ninni Gemmato – il suo pensionamento, la cena da lui organizzata alla quale volle la presenza di tutti, il suo garbatissimo commiato dal lavoro a cui aveva dato tutto se stesso. Sei stato un grande, Nino!”.
Un lutto che colpisce tutta la comunità della Città dei Fiori, perché De Sario era memoria vivente di quei tragici fatti del 1993, simbolo del coraggio, dell’amore per la divisa e dell’attaccamento incondizionato alla comunità che aveva servito.






