L’estate finita da qualche settimana, l’inverno alle porte e l’autunno come stagione ideale per pianificare le ‘ferie bis’ dell’anno in posti dal clima più caldo: con l’idea, magari, di godersi in pantaloncini corti i giorni a ridosso di Natale e Capodanno. I baresi hanno ancora voglia di mare e sole. Lo dimostrano le immagini raccolte durante lo scorso weekend sulla spiaggia di Pane e Pomodoro e lo testimonia il termometro social dei post nostalgici che come sempre accompagnano la fine della bella stagione, quelli intristiti dalle prime giornate di pioggia che stanno caratterizzando la seconda decade di ottobre e quelli di chi ha già messo nel mirino le vacanze invernali. In questo senso, si muovono anche le agenzie di viaggio. “Non avete mai visto il Kenya? Ecco le nostre offerte”, intercettiamo ad esempio sulla home di Facebook di un noto tour operator con sede in città. E proprio l’Africa sembra essere tra le destinazioni più gettonate per questo fine anno 2022.
Tante le mete succulente e diversi gli autorevoli consigli, reperibili anche online, riferiti alle località del ‘continente antico’ con sole splendente tutto l’anno. Dal Sudafrica al Senegal, con Città del Capo e Dakar in copertina, dall’Egitto a Capo Verde. Tra i luoghi più affascinanti poi, c’è proprio il Kenya tirato in ballo dagli esperti del settore che lavorano su Bari: qui, i suggerimenti dei viaggiatori più navigati, convergono quasi tutti sul villaggio di Watamu. “Il sogno di ogni ecoturista – si legge tra le recensioni di chi ci è stato -, costellato di spiagge dalle sabbie bianche e da hotel dedicati al turismo sostenibile”. I motivi principali per visitare il posto, sempre stando alle recensioni, sono tre. La natura, in primis. Poi il clima tropicale. Sul podio, però, anche il kitesurf: proprio uno degli sport acquatici che negli ultimi mesi ha preso piede in maniera stabile sul lungomare barese. L’economia di Watamu è principalmente basata sul turismo e sulle attività ad esso legate. Molti, infatti, sono i resort e le strutture ricettive per turisti, per la maggior parte italiani e inglesi.
Chiunque desideri fare un viaggio in Kenya, tra il 2022 e il 2023, ha però bisogno di un visto, che si può ottenere nella variante per affari e nella variante per turismo I cittadini italiani possono presentare la richiesta del visto Kenya direttamente online: in questo modo non sarà necessario recarsi all’ambasciata. Sul sito si può richiedere il visto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, fino a una settimana prima della partenza. “Per evitare inconvenienti – è spiegato espressamente – è preferibile richiedere il visto più di due settimane prima della data di inizio viaggio”. Il visto Kenya è di fatto un’autorizzazione di viaggio elettronica che viene rilasciata dal governo keniota. Questa autorizzazione di viaggio è obbligatoria: i viaggiatori che ne sono sprovvisti, quindi, non sono ammessi nel Paese. Ottenere il visto Kenya è comunque facile. La procedura per richiederlo, infatti, consiste in tre semplici passaggi. Inizia con la compilazione del modulo di riferimento e si conclude con il caricamento di una fototessera. In mezzo, il pagamento del visto il cui costo è di 74,95 euro.
Occhio, però, alle date: da non sottovalutare, infatti, è la questione relativa al periodo di validità del visto Kenya, che corrisponde al periodo in cui è consentito fare ingresso nel Paese. Questo periodo di validità dura 90 giorni. Il periodo massimo decorre a partire dal giorno dell’arrivo effettivo, anche se nel modulo di richiesta del visto è stata inserita un’altra data. Una volta arrivati in Kenya è possibile prolungare il limite massimo di soggiorno da 90 a 180 giorni. Tuttavia, in alcune situazioni il visto per il Kenya può scadere prematuramente, cioè prima dei 90 giorni dal momento dell’arrivo. È il caso delle seguenti situazioni: il passaporto del viaggiatore ha una validità residua di meno di 6 mesi dall’arrivo; un funzionario del Dipartimento per l’Immigrazione ha motivo di credere che il viaggiatore non soddisfi i requisiti per il visto; le autorità locali sospettano che il viaggiatore non rispetti la legislazione locale; il volo di ritorno è anticipato.






