Sono 12 gli “impresentabili” alle Comunali in Puglia, secondo le verifiche svolte dalla commissione Antimafia in base al codice di autoregolamentazione. A Bari sono tre, distribuiti tra uno di centrosinistra e due di centrodestra: si tratta di Sigismondo Colasuonno (lista Decaro per Bari) e Luigi De Nittis (lista Fratelli d’Italia) e il nome “nuovo” Gaetano Telegrafo, candidato nella lista Agorà Movimento delle idee, centrodestra, che risulta condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta, come riporta Ansa.
A Lecce sono tre, tutti del centrodestra: Raffaele Guido (lista Movimento Regione Salento), rinviato a giudizio per tentata violenza privata, minaccia e lesioni aggravate, detenzione e porto in luogo pubblico di arma, aggravati dal metodo mafioso; Andrea Guido (lista Udc-Puglia Popolare), a giudizio per corruzione per l’esercizio della funzione commessa al fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose ; Filippo Montinari (lista Io Sud), a giudizio per bancarotta fraudolenta. Nell’elenco compare anche Marianna Ricucci candidata al Comune di Manfredonia con la lista Ugo Galli sindaco e condannata con sentenza definitiva a 7 mesi di reclusione per tentata estorsione. Per il Comune di Neviano, in Salento, compare il nome di Fabio Ramundo, lista Sempre con voi, già assessore del Comune sciolto. A Trinitapoli, nella Bat, sono quattro gli ‘impresentabili’: Emanuele Pio Losapio, lista Siamo Trinitapoli, ex sindaco del comune sciolto; Cosimo Damiano Albore, lista Siamo Trinitapoli, ex assessore; Francesco Di Natale, candidato per la lista Siamo Trinitapoli, ex vicesindaco e assessore del comune sciolto; e infine Maria Michela Montuori, lista Siamo Trinitapoli, ex assessora del comune sciolto.
“In relazione alla candidatura di Sigismondo Colasuonno, nei confronti del quale è emersa l’esistenza di un decreto di rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta, in violazione del codice di autoregolamentazione della Commissione antimafia, il candidato, su richiesta del coordinatore della lista, si è autosospeso dalla competizione elettorale dell’8 e 9 giugno per l’elezione a consigliere municipale, rinunciando alla candidatura invitando i suoi elettori a non votarlo e rivolgendo le sue scuse alla coalizione per aver omesso di riferire, quando gli era stato richiesto, del rinvio a giudizio disposto il 12 gennaio scorso”. Lo comunica lo staff del candidato sindaco del Pd, Vito Leccese. “Colasuonno – si legge nella nota – ha spiegato che, non trattandosi di un reato contro la pubblica amministrazione, aveva erroneamente ritenuto questa notizia non suscettibile di interesse anche perché riguardante fatti privati legati alla sua vita lavorativa per i quali avrà modo di chiarire la sua posizione in giudizio. Si precisa inoltre che, dai documenti presentati all’atto della candidatura, come da norma di legge, e in particolare dal certificato del casellario giudiziale, non era in nessun modo indicata la circostanza di cui sopra, trattandosi di mero rinvio a giudizio per un presunto reato ancora da accertare e non di una condanna”.







