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sabato 31 Luglio 2021
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Next Generation EU, Paolicelli: “Per far tornare i giovani investire in infrastrutture e università”

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“In questo momento delicato, caratterizzato da incertezze e dubbi sul futuro, i giovani non possono essere tagliati fuori dal programma per la ripartenza”. Lo dichiara il consigliere regionale, Francesco Paolicelli, a margine del tavolo istituzionale convocato dalla presidente, Loredana Capone, per discutere delle azioni da perseguire per impegnare al meglio le risorse del piano Next Generation EU.

“Ringrazio la presidente Capone – aggiunge Paolicelli – per la sensibilità dimostrata nell’aver coinvolto nella discussione i giovani rappresentanti del mondo accademico pugliese, i delegati delle consulte provinciali degli studenti, i componenti dei consigli di tutte le università della regione ed i ragazzi del Consiglio regionale dei giovani. Sono loro i protagonisti del futuro, anche perché è su di essi che ricadranno gli effetti delle nostre scelte: sono loro, infatti, la ‘prossima generazione’ da cui prende il nome il Piano per la ripresa dell’Europa. Il loro contributo è fondamentale e, pertanto, risulta indispensabile la loro partecipazione attiva nell’individuare le strategie migliori sulle quali investire, per far sì che non venga sprecata l’opportunità unica del Recovery Fund”.

“In questo scenario l’investimento per le future generazioni non può prescindere dalla loro formazione, per questo occorrerà mettere in rete tutte le università della Puglia, più volte considerate poli eccellenti sul piano nazionale e internazionale. Bisogna investire affinché gli atenei pugliesi possano esprimere al massimo le loro enormi potenzialità. Solo così, dando ai giovani l’opportunità di formarsi e crescere professionalmente nella loro terra – conclude il consigliere – si può interrompere quella emorragia sociale che vede sempre i talenti andare via, per cercare altrove occasioni formative e occupazionali”.

“L’emorragia sociale, però, non può prescindere anche da un investimento strutturale finalizzato al superamento del cd. digital divide; tante famiglie del Mezzogiorno (si stima circa 1/3 del totale), in molti casi con figli in età scolare, non hanno accesso ad una rete internet. Ciò si traduce nella negazione del diritto all’istruzione per tanti nostri bambini e ragazzi. Non possiamo più permetterlo. Per questo ci batteremo affinché anche un investimento in tal senso trovi spazio all’interno del Piano per le prossime generazioni”.


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