Francesco Muciaccia è il nuovo Assessore al Turismo, Grandi Eventi, Bilancio e Tributi di Polignano a Mare, lo comunica lui stesso attraverso un post sulla sua pagina Facebook. “Spero di essere all’altezza del ruolo affidatomi nel rispetto della comunità”.
L’assessore, che risiede a Polignano da 12 anni e lavora per l’Agenzia Regionale del turismo della Puglia occupandosi di promozione di mercati extra UE, è figlio dello storico politico barese Nichi Muciaccia, che fu presidente della circoscrizione Madonnella, scomparso nel 2013. Telebari ha raggiunto Muciaccia per un commento a caldo sulla sua nuova delega.
Assessore, come ci si sente dopo aver ricevuto questo importante incarico?
“È una delega complessa che non mi aspettavo di ricevere. Non è comunque la mia prima esperienza in politica, sono stato eletto consigliere della circoscrizione Madonnella nel 2005”.
Polignano è ormai diventata una città estremamente turistica, avere un ruolo del genere è anche una grossa responsabilità?
“Sì, diciamo che la mia delega coincide con una fase di criticità della ripresa dei flussi turistici dopo la pandemia. Sono flussi importanti che tenderanno a crescere anche nei prossimi anni, secondo tutte le previsioni. Il punto adesso è governarli, fino ad ora abbiamo solo accumulato, ma in questo momento bisogna imparare a gestirli tramite qualificazione, internazionalizzazione, e destagionalizzazione. È necessario anche migliorare la qualità della vita dei cittadini polignanesi, e questo significa creare una destinazione accogliente per i cosiddetti cittadini temporanei, ossia i turisti, che non sono solo visitatori mordi e fuggi. C’è inoltre la possibilità di attrarre anche i nomadi digitali e i pensionati internazionali, che vengono richiamati da una norma che consente di avere una flat tax agevolata, e che perciò rende più appetibili alcune regioni del sud Italia beneficiate da questa legge”.
I pensionati e i residenti stranieri di che nazionalità sono?
“Ce ne sono alcuni californiani, ma non mancano in generale residenti che provengono dalla Scandinavia, o per esempio la mia compagna, che è olandese. Per non parlare appunto dei nomadi digitali che hanno un permesso di soggiorno temporaneo”.
Possiamo affermare quindi che per una serie di fattori Polignano è diventata internazionale e multiculturale?
“Sì, i flussi provenienti dall’estero sono aumentati tantissimo, c’è una crescita di turisti belgi, olandesi, americani e australiani, e quest’anno i numeri ci riveleranno anche la presenza di cittadini dell’Est-Europa, e in particolar modo polacchi. Ci sono poi i mercati consolidati di Francia, Germania e Regno Unito, da cui arrivano i flussi più corposi”.
La decisione di prendere parte attivamente alla politica è stata influenzata anche dal lavoro di suo padre?
“Sicuramente ho sempre masticato la politica a casa. Anche i miei avi erano impegnati in politica, è una tradizione secolare. A partire da mia nonna che ha ospitato i maggiori esponenti del Partito Comunista italiano”.
Quali sono i progetti dell’Assessorato al Turismo?
“Vorrei far sì che Polignano sia ancor più internazionale, anche perché il mio obiettivo è soprattutto dialogare con gli operatori, creare un percorso condiviso con la città intera per definire che destinazione vuole diventare Polignano tra 10 anni. Di quale tipo di turismo ha bisogno la città dopo una fase di accumulazione? Insomma vorrei intraprendere un percorso che basi le fondamenta su un piano strategico. Fondamentale risulta anche diminuire la pressione estiva, alzare la spesa media, qualificare il tipo di turista e far sì che gli operatori possano assumere forza lavoro a tempo indeterminato, perché avrebbero la possibilità di non lavorare solo in periodi stagionali definiti ma tutto l’anno: ciò significherebbe dare migliori retribuzioni e investire nella formazione”.
Come pensate di definire Polignano all’interno del caleidoscopio delle città turistiche?
“Se decidessimo ad esempio di farla diventare destinazione del lusso, ci sono mercati specifici dove promuoverla, come gli Stati Uniti, o Russia e Cina, anche se al momento sono bloccati. Ma comunque sono questi i mercati più alto spendenti. Però Polignano potrebbe anche smarcarsi dall’etichetta di meta balneare e farsi conoscere per le eccellenze enogastronomiche. Una volta delineata la visione e la strategia di rimando, verranno anche tracciati i mercati internazionali di riferimento”.








