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giovedì 2 Dicembre 2021
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Molestie sul lavoro, in Regione Puglia registrati quasi 100 casi: la maggior parte sono donne

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Sono in totale 98 i dipendenti della Regione Puglia che avrebbero subito molestie sul luogo di lavoro. È quanto emerge dall’indagine promossa dall’assessore Gianni Stea, dall’Ufficio del personale e dal capo dipartimento Ciro Imperio. Questo il quesito: “Nel luogo in cui lavori, si sono verificati episodi di molestie di qualsiasi sesso, a carattere fisico o verbale?”.

Una domanda che ha dato esito affermativo per il 15,4% di donne e l’8,6% di uomini degli uffici Giunta; mentre in Consiglio il 27,5% riguarda le donne e il 10,7% gli uomini. Prevalente il sesso maschile di chi ha agito con molestia: 62,2% in Giunta e 57,1% in Consiglio. In totale, 69 donne e 16 uomini in Giunta, poi 11 donne e 2 uomini in Consiglio hanno affermato di avere personalmente subito molestie sul luogo di lavoro.

“Temevamo una situazione peggiore – ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – invece emerge una situazione gestibile, ma che non va assolutamente trascurata. Ho dato indirizzo oggi di dare vita ad un rafforzamento degli uffici che si occupano del clima e del benessere organizzativo. Serve qualche tecnico che difronte a conflitti molto gravi riesca a mediarli tra superiori e personale dipendente e anche tra i nostri dipendenti. Loro sono il capitale umano della Regione Puglia”.

E se il concetto di discriminazione è conosciuto dalla maggior parte dei dipendenti, con una percentuale registrata del 91,6%, d’altra parte si notano dati leggermente inferiori per il “linguaggio di genere” con rispettivamente il 69%.

“Siamo pronti a intervenire – ha detto l’assessore Stea – con tutti gli strumenti attualmente a disposizione per azzerare comportamenti assolutamente non tollerabili. Invito infine tutto il nostro personale a denunciare situazioni particolari. Il mio ufficio resterà aperto sempre a chiunque voglia un confronto o desidera consigli su come agire per attuare strategie di risposta al fenomeno”.


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