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sabato 29 Gennaio 2022
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Variante Omicron, la Regione Puglia si prepara e allerta le Asl: “Aumentare posti letto e assistenza”

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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il direttore del dipartimento Politiche della salute, Vito Montanaro, hanno inviato ai direttori generali delle Asl e ospedali una circolare per chiedere il rafforzamento della rete ospedaliera e dell’assistenza territoriale visto l’aumento dei contagi Covid.

“Alla luce dell’attuale andamento epidemico – scrivono Emiliano e Montanaro – e anche in considerazione degli ulteriori impatti epidemiologici ed assistenziali potenzialmente correlati alla maggiore diffusione della variante Omicron, le cui caratteristiche in termini di trasmissibilità, gravità della malattia e sensibilità ai vaccini attualmente in uso non sono ancora chiaramente definite, si ritiene importante raccomandare la tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento, anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione, sia a livello territoriale che ospedaliero, garantendo l’adeguata presa in carico dei pazienti affetti da Covid-19 in relazione alle specifiche necessità assistenziali”.

Sulla base della rilevazione effettuata oggi, la Regione Puglia si attesta ad un tasso di occupazione, pari al 5% in terapia intensiva e al 7% in area medica. Emiliano e Montanaro chiedono alle Asl di “garantire la tempestiva e graduale riattivazione dei posti letto”. I pazienti dovranno essere prioritariamente ricoverati nei centri di riferimento, cioè ospedale Covid in Fiera a Bari, Dea del Fazzi di Lecce e Riuniti a Foggia. Qualora dovesse essere superata la soglia dei posti letto occupati di terapia intensiva del 7% e di area Medica del 9%, le province maggiormente coinvolte dalla eventuale recrudescenza della pandemia dovranno attivare gradualmente i posti letto previsti. “A disposizione del sistema – spiega Montanaro – ci sono 482 posti letto di terapia intensiva Covid, attualmente occupati al 5%, e 2.722 posti letto di area medica, attualmente occupati al 7%”.

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