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mercoledì 26 Gennaio 2022
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Tangenti, secondo interrogatorio per Lerario. Lega Puglia: “Emiliano chiarisca o scendiamo in piazza”

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Nuovo interrogatorio in carcere per l’ex dirigente della Protezione civile della Regione Puglia Mario Lerario, arrestato il 23 dicembre con l’accusa di corruzione dopo aver intascato due tangenti da 20mila e da 10mila euro da due imprenditori che hanno in corso con la Regione appalti relativi alla realizzazione di strutture per l’emergenza Covid.

Lerario, dopo l’arresto in flagranza per la seconda tangente, era già stato interrogato il 26 dicembre nell’udienza di convalida e in quella sede aveva ammesso di aver accettato buste che poi ha scoperto che contenevano denaro, precisando – come hanno dichiarato anche i due imprenditori Luca Leccese e Donato Mottola – di non essere stato lui a chiedere “mazzette” ma che si trattava di iniziative degli imprenditori. Oggi l’interrogatorio si è concentrato prevalentemente sulla prima tangente intascata, quella da 20 mila euro che Mottola gli ha consegnato il 22 dicembre, il giorno prima che l’allora dirigente fosse seguito e bloccato in flagranza per la seconda mazzetta.

Lerario, assistito dall’avvocato Michele Laforgia, ha ribadito le ammissioni già fatte chiarendo, con riferimento alla vicenda di Mottola, che la certificazione all’azienda dell’imprenditore per la quale secondo la Procura il dirigente aveva fatto pressioni su una funzionaria regionale, in realtà era dovuta. All’interrogatorio di garanzia ha partecipato il procuratore Roberto Rossi. La difesa al momento non ha fatto istanza di revoca della misura cautelare. I due imprenditori, entrambi detenuti agli arresti domiciliari, saranno interrogati il 4 gennaio. Anche loro, sentiti in qualità di indagati prima dell’arresto, avevano già confessato il pagamento delle tangenti.

“In Regione Puglia c’è un problema di cultura della legalità, Emiliano non può girare la testa dall’altra parte e fare finta di niente, ne prenda atto e intervenga immediatamente con provvedimenti concreti. Aspettiamo una sua proposta in consiglio regionale per porre rimedio a questa deriva, altrimenti a gennaio faremo sentire tutta la preoccupazione dei pugliesi scendendo in piazza per chiedere per il ripristino di una cultura di governo sana e trasparente in Regione Puglia”.

Lo dichiarano in una nota il commissario regionale della Lega Roberto Marti e il capogruppo in Consiglio regionale Davide Bellomo. “Siamo passati, nel giro di un anno – dicono – , dal procedimento sulle presunte irregolarità nell’assegnazione di fondi europei del Psr all’apertura di tre grandi inchieste giudiziarie che riguardano la Regione Puglia: una sul voto di scambio, una sulla sanità e l’ultima sulla gestione straordinaria della pandemia. Non chiediamo commissioni o tribunali speciali perché abbiamo piena fiducia nel lavoro attento ed efficace della magistratura. Quello che chiediamo è che la politica faccia il proprio lavoro, che Emiliano e la propria maggioranza si adoperino per ripristinare la cultura della legalità in particolare nella scelta degli uomini e donne a cui affidare alte responsabilità”.

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